ANGELO FERRILLO, FOTOGRAFO URBANO | Teelent |Blog

ANGELO FERRILLO, FOTOGRAFO URBANO

La carriera di Angelo Ferrillo, alias @pherrillo, come fotografo inizia da giovane. Espone i suoi primi 5 scatti sulle pareti del pub sotto casa. «È stato uno dei momenti che mi ha dato più soddisfazione. C’erano i miei amici, i miei cari a guardare le mie cose. E poi c’era un pubblico di inconsapevoli che riusciva ad apprezzare la ricerca di quei lavori.»

Quello di Angelo Ferrillo è un linguaggio contemporaneo. Il fatto che arrivi capillarmente il più possibile a qualsiasi livello è per lui un motivo di pregio. Ecco perché i clienti del MediaWorld Tech Village di Milano Certosa hanno potuto apprezzare uno dei suoi ultimi lavori, gli scatti di Aref e Diego rispettivamente skater e rider di BMX, all’interno dello spazio commerciale. Fotografie senza filtri che decidono di fermarsi su quello che ci passa sotto gli occhi tutti i giorni e che distrattamente subiamo.

«Sono sicuro che il messaggio di questo lavoro è arrivato nel modo giusto anche in questo tipo di cornice non museale perché alle spalle c’è una progettualità», afferma Ferrillo. «Essendo la mia fotografia un mezzo di comunicazione io voglio comunicare a quante più persone possibile.»

Tra l’altro, parte di questo progetto fotografico è attualmente fruibile online sulla piattaforma Kunstmatrix e nella sezione ArtShop di Teelent. Diciotto scatti a colore e in bianco e nero che Angelo Ferrillo ha messo a disposizione degli art lovers di Teelent per decorare le proprie pareti o per divertirsi attraverso la possibilità di renderli puzzle d’autore.

Ferrillo è l’esempio di come una passione, se coltivata con cura e determinazione, può trasformarsi in una importante opportunità di cambiamento. Il passaggio ufficiale da Ing. Angelo Ferrillo a fotografo è avvenuto nel 2011. «In realtà molto prima. Ha iniziato a lavorare nel mondo della fotografia con piccoli lavoretti che a mano a mano si sono sviluppati fino ad arrivare a clienti complessi. A quel punto mi sono trovato con un cappio al collo. Ho dovuto scegliere perché non riuscivo più a portare avanti entrambi i mestieri. Anche perché lavoravo in una multinazionale francese nel campo dell’energia come product manager, ruolo che mi portava via tanto tempo, oltre le 40 ore settimanale. Ho dovuto fare una scelta.»

Nel suo zaino da fotografo urbano attualmente trovano posto esclusivamente macchine Leica. «Per gli scatti di reportage e strada uso una Leica Q2; per lavori corporate, invece, una Leica SL2-S.» Le sue focali preferite variano trai 28 e i 35 millimetri. Ma oltre a fare fotografia, il professor Angelo Ferrillo la insegna nei suoi diversi aspetti: documentazione, street photography, composizione portfolio, progettazione e editing. «Quando lavoravo come ingegnere la mia pazienza era pari a meno due. Da quando sono passato all’insegnamento della materia a cui tengo di più, la mia pazienza è migliorata: il piacere di trasmettere e di dare qualcosa di tuo per far evolvere qualcun altro è impagabile.» Il mondo dell’insegnamento gli appartiene ormai da 10 anni. Il professor Angelo insegna allo IED a Milano e all’Istituto di moda e design Raffles. È direttore didattico di Foto Scuola Lecce, infine, Ambassador e docente del corso di iniziazione alla fotografia di Leica Akademie. Tiene anche lezioni su commissione al Politecnico di Milano e all’Accademia delle Belle Arti.

Uno dei suoi lavori più importanti, il libro fotografico 258 Minutes con l’introduzione di Giovanni Gastel, è utilizzato nel corso di semiotica dell’Università la Sapienza di Roma. Il libro parte dall’analisi di tutto ciò che è stato scritto e pubblicato su Twitter e Instagram durante gli attentati della notte del Bataclan del 13 novembre 2015. In totale circa 120 milioni di pubblicazioni. Scatti che hanno ripercorso a un anno di distanza da quella notte i luoghi degli attentati. Strade, negozi, locali che avevano necessariamente perso ogni evidenzia dei tragici attacchi.

Oltre alle sue lezioni, alle mostre, ai lavori di corporate e di street, Ferrillo in questo periodo sta lavorando su un altro grande progetto: il libro dedicato a Bartali nel Tour de France del 1948. «Ho iniziato con una ricerca iconografica di 2 anni in cui ho reperito tutte le pubblicazioni storiche dell’Equipe e della Gazzetta. Ho definito il percorso fatto da Bartali strada per strada, e l’ho ripercorso fisicamente fotografandolo con l’idea di mostrare che cosa vedrebbe oggi Bartali. Come genere fotografico sarà un libro di new topography: la mutazione del paesaggio e della natura per mano dell’essere umano.»

Le giornate di Angelo Ferrillo si alternano tra attività di fotoreporter, di fotografo per campagne di ADV o di corporate e di artista. «Tutto sta alla nostra capacità di essere poliedrici. Il concetto di fotografo è estendibile a più piani in quanto professionista che utilizza la fotografia come mezzo espressivo. La fotografia è un linguaggio non verbale utilizzata per esprimere una serie di contenuti e di concetti. Essendo un linguaggio ha bisogno di una serie di configurazioni sue per sapersi esprimere e poter essere compreso da tutti.»

Condividi su whatsapp
Condividi su google
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su email

Cosa ti è piaciuto dell'articolo? Commenta qui sotto!

su di NOI..

..Un gruppo di creativi indipendenti che amano sognare ad occhi aperti. Persone del mondo che hanno consumato strade di inchiostro, colori, idee traducendole in “comunicazione”

su di NOI..

..Un gruppo di creativi indipendenti che amano sognare ad occhi aperti. Persone del mondo che hanno consumato strade di inchiostro, colori, idee traducendole in “comunicazione”

ARTICOLI RECENTI

ISCRIVITI ORA

PER RICEVERE TUTTE LE NEWS

GRAZIE !

Verrai contattato al più presto!

Puoi aiutarci ad aiutarli?

Compila il modulo & organizziamo un appuntamento!