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Facce da Teelent Art: EMMANUELA ZAVATTARO

L’arte come strumento di riscatto, speranza e guarigione.

ABOUT ME: Dipingere, poter riversare su una superficie ciò che sento dentro, le mie emozioni per me è un grandissimo dono e l’ho scoperto nel 2014, quando mi sono rotta un legamento e sono dovuta stare ferma per nove mesi. E’ proprio in quel periodo che per caso mi sono avvicinata alla pittura. All’inizio dipingevo su tele piccole, quasi come se dovessi trovare il mio spazio vitale, poi sono passata a formati grandi. 

Non ho fatto studi specifici, ma col tempo ho studiato 
e sperimentato, imparando tante cose. Sono sempre stata una persona creativa, con una buona manualità e mi è sempre piaciuto trovare soluzioni nuove, divergenti e soprattutto mie.

Mi piace l’acrilico, perché asciuga in fretta e in alcuni 
casi è difficile da usare, come quando lo uso sul cartone alveolato: asciuga in pochi istanti e questo vuol dire che non puoi sbagliare, perché se sbagli, anche solo una sfumatura, il quadro è perso.

Tra i talenti di Teelent Art, oggi vorrei proporvi una donna che 
ha un percorso e una storia davvero particolare. Emmanuela Zavattaro, pittrice poliedrica, sognatrice, ricercatrice creativa e impegnata socialmente, ha scoperto le sue doti artistiche nel 2014 in seguito ad un incidente che l’ha costretta ad una lunghissima immobilità. Ascoltando la sua storia non può che venirmi in mente un paragone con una grandissima artista messicana che sicuramente ognuno di voi conosce: Frida Kahlo, che in seguito a un gravissimo incidente fu costretta a letto e usò la sua immobilità per cominciare a dipingere. 

/ Emmanuela Zavattaro

EMMANUELA ZAVATTARO / Aequilibrium (dettaglio) – 100×100 cm

EMMANUELA ZAVATTARO  / Incanto 50×50 cm

Queste due storie così simili e apparentemente tragiche ci insegnano che la vita anche nelle sue sfide più importanti lascia aperta una possibilità di riscatto, di speranza e di guarigione. La rivelazione, prima di tutto verso sé stessa, di saper creare e magistralmente usare un pennello, ha permesso a Emanuela di trovare la via per esprimere il suo percorso interiore e usarla per portare al mondo un messaggio di amore, rispetto, fiducia e fratellanza. Valori che oggi, in questo mondo contemporaneo segnato da individualismo ed egoismo, diventano fari nella notte, necessità nei momenti in cui sembra perdersi la natura stessa dell’uomo. Al di là della banalità del bene e del buonismo, la ricerca dell’artista guarda al momento presente con gli occhi nuovi di chi ha conosciuto le avversità e ne ha fatto tesoro. L’arte ha il compito di raccontare il mondo obbligandoci ad interrogarci sulle grandi questioni della vita, ci indigna e ci scuote, risvegliando la coscienza, svegliandoci dal torpore della routine quotidiana. Emmanuela ci invita a capire che oggi più che mai la gentilezza e la fratellanza sono elementi indispensabili per poterci ancora chiamare esseri umani. Per questo la ringrazio.


TU E L’ARTE, COME VI SIETE SCELTI?

“La pittura, inaspettatamente mi ha cercata, il destino mi ha messo di fronte al fatto di possedere un dono di cui non ero consapevole. Ho scoperto un mondo di colori, forme e sensazioni che danzavano con grazia nella tela della mia mente. Con coraggio e determinazione, ho trasformato la difficoltà in opportunità di rinascita. Ora è parte di me e io sono parte di lei.”

 

CI RACCONTI IL TUO PERCORSO INTERIORE ATTRAVERSO L’ARTE E I TUOI PROSSIMI OBIETTIVI?

“L’arte mi ha accompagnato e guidato verso un percorso di accettazione e accoglienza. Accettazione del mio io e del mio essere donna. Accoglienza dell’altro. Il mio sguardo è mutato ed è rivolto al mondo con meraviglia e attenzione, cercando la bellezza nelle piccole cose, nei dettagli nascosti della vita quotidiana. Ogni volto, ogni storia, ogni sfumatura di diversità diventa un’opportunità per celebrare la ricchezza dell’umanità.

L’arte mi permette di pensare e di diffondere le idee in cui credo. Io credo nell’essere umano, credo nell’accettazione di sé e dell’altro in quanto essere unico e di valore. Credo nella diversità e divergenza come fonte inesauribile di ispirazione e arricchimento. In questo meraviglioso viaggio dell’arte, ogni colore, ogni forma, ogni voce contribuisce alla sinfonia della vita, rendendola più vibrante e significativa. 

EMMANUELA ZAVATTARO  / Il bacio 80×100 cm

Il mio progetto futuro più importante si sta costruendo in queste settimane ed è la creazione di opere che permetteranno un approccio multisensoriale alle stesse, dove la vista diventa un senso secondario e non protagonista indiscusso. Sto lavorando e costruendo una rete fatta di vari professionisti, associazioni, realtà sociali e ragazzi ipovedenti. Questa collaborazione sta portando alla nascita di opere che permetteranno di essere “viste” senza usare gli occhi. I normo vedenti potranno sperimentare così un approccio diverso e gli ipovedenti potranno fruire a una mostra di pittura, perché ognuno di noi ha diritto a respirare arte e bellezza, ed io cercherò di farla scorrere su più canali. Il mio obiettivo è quello di diffondere questa visione incantata, di trasmettere la gioia di osservare il mondo con occhi nuovi e rispettosi. La mostra si svolgerà presso la Spazio Cultura dal 28 settembre al 27 ottobre 2024 con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Voglio riuscire a realizzare questo progetto e il mio desiderio più grande sarebbe quello di esportarlo anche altrove. Per questo ho avviato un’azione di raccolta fondi dal basso, ovvero crowdfunding per il quale chiedo il Vostro aiuto. Sarebbe molto gradita, a questo scopo, anche la disponibilità offerta di spazi che possano ospitare la mostra. In mostra saranno esposte le mie opere della serie (S)confini. Opere che hanno una fortissima componente materica, dove il colore può essere toccato e vissuto, percepito e seguito, fino ai confini, appunto. Confini che però vanno superati, per spingersi oltre, ed è così che il colore esce e cola libero di cercare nuove forme. Possiamo quindi dire che l’arte prima di tutto è TERAPIA.”

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