BLOG

MASSIMILIANO LUCHETTI – Tra astrazione e ricerca dell’essenziale

Massimiliano Luchetti è un artista contemporaneo nato a Pietrasanta nel 1975

Gli art lover che non conoscessero Pietrasanta sono perdonati, ma consigliamo vivamente una visita al più presto dato che questa cittadina in provincia di Lucca ha più gallerie d’arte che abitanti. Se ne contano più di quaranta. I meriti vanno alle cave di marmo che nei secoli hanno attirato un gran numero di artisti. Ma torniamo a Luchetti, la cui arte è caratterizzata dalla ricerca continua e dall’esplorazione di temi profondi terrestri ed extraterrestri. Fin da giovane, Luchetti ha dimostrato una passione per la pittura. Nel 1992, ha iniziato a lavorare come collaboratore presso lo studio d’arte Fidia Palla a Pietrasanta, acquisendo competenze nella lavorazione di materiali come il marmo e la creta e perfezionando la tecnica del disegno.

La pittura di Luchetti è una “de-costruzione violenta della materia pittorica” che va dal figurativo a un essenziale astratto. Le sue opere sono spesso ispirate ai temi del viaggio e dell’esplorazione, sia in senso fisico che metaforico. Le serie dei Viaggi e delle Mappe sono esempi di questa espressione artistica unica. Riflettendo sul momento in cui ha deciso di diventare un artista, Luchetti ricorda: “Ho iniziato ad approcciarmi con un corso d’arte, e nel 2008 ho fatto la mia prima mostra. Ho iniziato con una sorta di figurativo ma erano silhouette; dopo piano piano sono andato a sondare più dentro di me.” 

Un’esplorazione che lo ha portato a spogliare il suo lavoro dalle convenzioni tradizionali. Ecco perché Luchetti alleggerisce il tema delle figure spostando il suo focus verso un’astrazione. Un processo che si è evoluto nei nuclei con un approccio di monocromo binario. Di norma, il monocromo è la sintesi di un artista pittorico, “io invece ho voluto cercare qualcosa di più, infatti ho creato due monocromi: uno sopra e uno sotto” per creare un dialogo tra le due superfici e rivelare, così, nuove profondità.

MASSIMILIANO LUCHETTI / ° ° ° ° | . . . .

In seguito, l’artista ha sperimentato con il cellophane, un materiale che gli ha permesso di “alleggerire ancora di più il discorso della materia e della pittura”. Questo ha portato Luchetti verso un’esplorazione di cellule e concetti spaziali. Le sue ultime opere sono state descritte come campioni raccolti dal suo viaggio nell’universo, che poi vengono riportati al suo laboratorio per essere classificati. Questa metafora del viaggio e della raccolta simbolizza la continua ricerca e sperimentazione che caratterizza l’arte di Luchetti. Un lungo inevitabile cammino che lo porta passo dopo passo a transitare sui territori delle installazioni. Un genere di arte che per l’artista significa amplificare il proprio pensiero per portare le persone dentro alla tua testa. L’installazione, più di ogni altro strumento, sottolinea l’interazione dello spettatore con l’opera; un elemento potente che trasporta chi osserva in un’altra dimensione.” A tal proposito, per aiutare ulteriormente l’osservatore, l’artista ha sviluppato una sua precisa strategia: “Amplifica l’installazione e amplifichi il tuo pensiero. Io faccio cose che immagino già grandi” sottolinea Luchetti. Nel descrivere “° ° ° ° | . . . ., una delle sue installazioni, Luchetti rivela la sua metodologia unica: l’uso di macchinari preesistenti, che lui trasforma per dare loro una nuova forma e vita. Il suo obiettivo è quello di creare qualcosa di completamente nuovo, un’opera che sia al tempo stesso astratta ma anche riconoscibile. Ambienti che raccontano forme di vita, come embrioni, uova, membrane, o ectoplasmi, ma anche galassie e stelle riprese nel momento in cui collassano. Questi elementi servono a sottolineare la sua intenzione di creare un tipo di astrazione unico, un modo diverso di concepire e realizzare l’astrazione nella scultura.

MASSIMILIANO LUCHETTI / Spectrum 21

Luchetti, con questa sua visione, rimarca l’importanza della materia nella scultura. La sua arte non si limita a rappresentare la realtà in modi convenzionali, ma cerca di esplorarla e rielaborarla, dando vita a nuove forme e significati. Il suo lavoro, quindi, si pone come un ponte tra il riconoscibile e l’ignoto, tra la realtà tangibile e l’astrazione, offrendo allo spettatore un’esperienza unica e profondamente riflessiva. Una vocazione, quella di Luchetti, che nasce dalla ricerca continua. “Mi entusiasma la ricerca; ricercare e non finire mai; questa voglia di scavare, cercare e studiare,” scandisce il tempo dell’artista. Le sue opere spesso non hanno titoli, ma sono numerate oppure hanno sigle per lasciare spazio all’interpretazione e all’interazione dello spettatore. Luchetti sottolinea che il suo obiettivo è portare lo spettatore “in un mare aperto e non avere più riferimenti, né terre, né isole, di navigare con quello che hai, lavorare con la mente. Come prassi vuole, anche Luchetti agli inizi di carriera ha affrontato delle difficoltà nell’entrare nel giro delle gallerie. Soggetti che inizialmente hanno dato risposte negative alla sua produzione, a mano a mano che il numero delle sue mostre è andato ad aumentare, si sono fatte sotto. Oggi siamo a più di 40 mostre tra private e collettive. Massimiliano, infatti, non si è demoralizzato e “ha continuato a perseguire la sua passione”. La sua più grande soddisfazione, dice, è vedere suo figlio emozionarsi davanti alle sue opere. Come tutte le anime sensibili che si nutrono di emozioni, anche Luchetti aspira a un cambiamento nel mondo dell’arte. Un desiderio in cui i critici d’arte si concentrino meno sull’aspetto commerciale e più sull’evoluzione dell’arte e sulla storia degli artisti.

MASSIMILIANO LUCHETTI / Spectrum 19

GRAZIE !

Verrai contattato al più presto!

Puoi aiutarci ad aiutarli?

Compila il modulo & organizziamo un appuntamento!