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FACCE DA TEELENT: ANTIMO BERTOLINO

L'artista dalla mani d'oro anzi no, di bronzo!

Il percorso di Antimo Bertolino, nato a Formia nel 1972 e successivamente trasferitosi a Milano, è caratterizzato da un impegno costante verso l’esperienza pratica e il “saper fare”. La sua formazione è in gran parte autodidatta e comprende diverse discipline, tra cui l’elettronica, la paracadutismo nel servizio militare, e il pugilato, che ha praticato per finanziare i suoi studi come privatista. Dopo aver conseguito il diploma come perito elettronico, ha ampliato le sue competenze attraverso corsi in vari settori, tra cui la tecnica del bronzo e della lavorazione dei metalli, apprese presso il MAF di Pioltello (MI), le tecniche orafe insegnategli da Luca Solari, il restauro conservatorio di mobili assimilato da Ferruccio Amati e il disegno del nudo appreso al Centro Scolastico per le Industrie Artistiche di Lugano, in Svizzera. Nel 2002, Antimo Bertolino ha inaugurato la propria bottega a Milano, caratterizzata da una doppia anima: da un lato, svolge il ruolo di restauratore, vivendo la sua passione per il recupero e la conservazione; dall’altro, agisce come artista, dedicandosi alla creazione e all’elaborazione di idee.

Siamo abituati a leggere l’arte tra le pagine dei libri. Tratti più o meno lunghi di testo dove si snocciolano elenchi di date, nomi, titoli e dimensioni (delle opere ovviamente) ma poi la cosa più importante non viene percepita, quella cosa forte e rossa che dovrebbe scivolare tra le righe e risalire dalle dita del lettore per arrivare subito alla testa e da lì giù come una montagna russa verso il cuore. È la passione, il sentimento la vibrazione che ogni opera e ogni artista prova e trasmette. Per farvi percepire tutto questo noi di Teelent Art parliamo di arte direttamente attraverso la voce di nostri artisti. Oggi alla console e dandogli un microfono in mano abbiamo invitato Antimo Bertolino, artista della nostra community: mani d’oro ma con un’anima di bronzo, forgiatore di emozioni che confondono il tempo e lo spazio. Prima di tutto due righe su di lui. Dopo aver affinato le sue abilità alla scuola Orafa Ambrosiana, Antimo si immerge nel mondo affascinante del bronzo presso la fonderia M.A.F a Pioltello. La fusione a cera persa diventa il suo linguaggio e ogni opera porta con sé la storia di un’arte tanto antica quanto preziosa. Sempre nel rispetto della storia, ma questa volta degli oggetti, perfeziona anche le sue abilità di restauratore donando nuova vita a mobili antichi e bilanciando con maestria l’impulso creativo con una professione che ha sostenuto negli anni la sua arte. Antimo è un artista emergente contemporaneo conscio delle sfide complesse che caratterizzano il percorso verso la notorietà nel mondo dell’arte. E proprio questa consapevolezza lo porta nel 2023 a intraprendere un nuovo viaggio nel “Marketing d’Artista”, sfruttando le possibilità di partecipare alla Teelent Art Masterclass con l’Università Cattolica di Milano. Qui, affina la sua capacità di presentare e promuovereil suo lavoro al mondo, imparando l’arte di comunicare la sua passione agli altri. Ma, come anticipato, lasciamo il testimone e il microfono direttamente alla voce di Antimo Bertolino e speriamo che anche voi, come noi, possiate percepire quanto e quale amore per la ricerca della bellezza scorre in ogni riga di testo.

ANTIMO, PARLACI UN PO’ DI TE E DELLA TUA AVVENTURA NEL MONDO DELL’ARTE.

Non mi piace definirmi autodidatta perché ho fatto un percorso parallelo studiando storia dell’arte, disegno, natura morta, dal vivo, corsi di scultura in creta con modelli e formatore in gesso; inoltre ho seguito corsi di oreficeria per perfezionare la tecnica ed ho fatto esperienza in fonderia artistica lavorando anche per altri artisti.

C’È UNA MATERIA INTESA PRORPIO COME SOSTANZA DA MODELLARE CHE AMI PARTICOLARMENTE?

Sono uno scultore ed ho iniziato con il legno riproducendo soprattutto quello che vedevo nelle chiese solo successivamente sono passato a lavorare il bronzo, questo è stato il mio primo amore, insomma proprio in fonderia ha iniziato a battermi il cuore, con i vari passaggi dalla creta (o plastilina) al gesso, poi alla cera ed infine la fusione.

INVECE QUALI SOGGETTI PREFERISCI RITRARRE?

Agli inizi ero affascinato dal mondo degli atleti contorsionisti molto affini alle contorsioni dell’anima; viaggiando ho visto tante sculture simili alle mie ma quello che ho sempre sognato era una scultura leggera! Ho avuto modo di conoscere la gomma elastomerica ed ho eseguito una serie di sculture leggere nella forma e nel peso. Il mio obbiettivo era di togliere fisicità alla scultura ma non avevo ancora raggiunto il mio scopo e, pertanto, ho continuato la mia ricerca e mi sono soffermato sul detto “La Luce fa la Scultura”.

HAI CONTINUATO A STUDIARE E RICERCARE?

Non credo che si possa smettere di studiare e di ricercare. In quel periodo, giocando con la rifrazione della luce e studiando il legno cangiante, mi domandavo come facesse ad avere quell’effetto e come potesse riflettere la luce; continuando a sezionarlo sono riuscito a riprodurre un effetto simile ma, non ancora soddisfatto del risultato raggiunto, sono arrivato alla conclusione di dover utilizzare la matematica e la fisica ed ho osservato i buchi neri ed in particolare le loro particelle più piccole chiamate fotoni. Sono così riuscito ad ottenere un risultato eccellente portando nelle mie sculture non solo la terza dimensione ma addirittura anche la quarta e cioè il tempo, permettendo in tal modo all’osservatore un “continuum temporale” nel quale si intrecciano passato, presente e futuro.

POSSIAMO DUNQUE AFFERMARE CHE CON IL DURO LAVORO E DEGLI STUDI CONTINUI ACCOMPAGNATI DA UN’INSAZIABILE VOGLIA DI SPERIMENTARE SEI RIUSCITO A TROVARE IL TUO “SPAZIO NEL MONDO”?

“Ci sono vicino”.

RIPORTIAMO IL TESTO CRITICO DI ANNA RADAELLLI, CURATRICE.

La tecnica consapevole ed impeccabile nelle tavole di legno intagliate e poi dipinte con colori acrilici è frutto del percorso svolto che vede coesistere nelle opere di Antimo Bertolino il lavoro di restauratore a quello dell’artista, ricongiungendo la produzione artistica contemporanea a quella delle grandi botteghe del passato.

Di maestri Antimo ne ha avuti diversi e provenienti da ambiti artistici lontani fra loro; ne risulta una contaminazione certamente riconducibile all’Art Nouveau, appresa con le tecniche di restauro dei mobili antichi o nella produzione orafa, come anche da correnti artistiche più moderne: Spazialismo, Op Art e Minimalismo sono tutti presenti nelle sculture dell’artistaLe opere sembrano a prima vista dei quadri, data la loro fattura su tavole in legno; prendendo del tempo per osservare le onde intagliate al loro interno, però, si aprono all’osservatore nuovi percorsi. A partire dalla sperimentazione fisica, veicolata dal senso della vista, la mente si placa e con essa ogni tentativo di concettualizzare l’opera. Ci si lascia trasportare dal godimento sensuale dato dal movimento del colore monocromo, reso vivo e cangiante dagli intagli che rifrangono la luce e dallo spazio interiore che improvvisamente si trova allineato e parte di quello esteriore. L’opera è dunque uno specchio che amplifica e riverbera il mondo fisico e mentale di chi osserva i frattali, le onde, le luci ed i colori delle tavole che da oggetti bidimensionali si trasformano in vere e proprie sculture; in esse è presente non solo la terza dimensione (la profondità) ma anche la quarta (il tempo) e la dimensione dell’altro, cioè dell’osservatore, protagonista insieme all’opera del proprio mondo percepibile e di quello percepito. Le opere di Antimo hanno il sapore antico del saper apprendere un’arte con impegno e costanza, la ricerca delle linee e la loro traccia ci raccontano di un cammino appena intrapreso che l’artista sta percorrendo in cerca di altezze, di materia, di tridimensionalità. Il colore è vivo, forte, dinamico, e sembra prevalere ma se osserviamo più da vicino non è l’unico protagonista. Antimo è uno sperimentatore e usa sapientemente la materia. Resto in attesa di scoprire dove lo porterà questo viaggio.

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