L’arte come rinascita: il viaggio creativo di Francesca Dal Ben. Dalla resilienza alla pittura, un percorso tra acquerelli e sperimentazione per dare voce alla femminilità e alla natura.
ABOUT ME:
Da giovane ero una sportiva, ma un brutto incidente stradale mi ha costretta a letto e a rivedere la mia vita. Ho iniziato a creare, inizialmente con la carta, poi a dipingere…e non mi sono più fermata. Negli anni ho maturato interessi in molti campi, imparando a lavorare molti materiali, dal legno agli elementi naturali nella Land art, dal fil di ferro all’ argilla per le sculture, dalla cartapesta al riciclo con gli artbook, dall’acrilico al mix media per i quadri…e ancora cera per encaustic, stoffe e fili per fiberart, resine e materiali di riciclo per collage…ma la mia più forte passione sono gli acquerelli con i quali, soprattutto dopo la mia prima maternità, ho scoperto di poter esprimere appieno i miei messaggi sulla donna e sulla natura, sulla vita.
Sono anche arteterapeuta e maestra, utilizzo l’arte per insegnare in modo sistemico, perché nell’arte non c’è una risposta unica e possiamo aprirci e scoprire nella sicurezza del contesto sperimentale. Credo che attraverso i colori, le forme, le mani possiamo curare noi stessi e dare speranza ai giovani.
/ Francesca Dal Ben
FRANCESCA DAL BEN / Ridi ancora 2 dettaglio, acquerello su carta cotone 300 gr 70 x 50 cm, 2022
FRANCESCA DAL BEN / Autunno fuori e dentro di me, acquerello su carta cotone 300 gr, 42 x 30 cm, 2023
Oggi abbiamo il piacere di intervistare un’artista straordinaria, la cui storia è un viaggio di resilienza e creatività. Dopo un grave incidente stradale che l’ha costretta a rimanere a letto, ha trovato nell’acquarello una via di fuga e una forma di espressione personale. Da quel momento, la sua passione per la pittura non l’ha mai abbandonata, e ogni opera che crea racconta non solo la bellezza del mondo che la circonda, ma anche la profonda forza interiore che ha sviluppato attraverso le difficoltà. Con noi c’è Francesca dal Ben che ci parlerà del suo cammino artistico, delle sfide affrontate e di come l’arte le ha permesso di ritrovare se stessa. Benvenuta Francesca!
Osservando il tuo lavoro possiamo dire che sei vicina al genere femminile, confermi?
“Sì, l’arte è un mezzo potente per raccontare la realtà femminile contemporanea, perché permette di esplorare le complessità dell’identità, della libertà e delle emozioni attraverso un linguaggio visivo che va oltre le parole. Nei miei lavori, le figure femminili astratte diventano simboli di intimità, sofferenza, resilienza e trasformazione.
Molte realtà femminili, sia di vita pratica che di salute mentale, sono ancora oggi soggette a silenzi, pregiudizi, taboo…credo che l’arte possa aiutare le donne a riconoscere queste complessità, a prendere consapevolezza, a sentirsi riconosciute e viste e ascoltate. Allo stesso tempo si tratta di condividere, di creare occasioni di rispecchiamento e creare una consapevolezza sempre più collettiva che supporti anche il dialogo verbale necessario su questi temi.”
Da dove nasce la necessità di esprimerti?
“Nasce da un’urgenza interiore di dare forma a emozioni e intuizioni che non sempre trovano spazio nella comunicazione quotidiana.
Ho iniziato a creare dopo un incidente che ha dato una nuova direzione forzata alla mia vita, facendomi comprendere che i linguaggi artistici erano una necessità. Ho sperimentato di nuovo questa situazione con la maternità, quando mi sono scontrata con delle narrazioni sul femminile che non corrispondevano al mio vissuto e ho avuto bisogno di dare un senso e una voce a questa discrepanza.
L’arte poi è diventata un processo di esplorazione e di connessione, un modo per raccontare storie intime ma universali, non solo mie ma anche di altri, in cui altre persone possano riconoscersi. È anche un dialogo, senza parole, prima
di tutto con me stessa, con il mio vissuto e con ciò che mi circonda, in particolare con le donne che incontro e la natura, che spesso intreccio con le figure femminili nei miei dipinti.”
FRANCESCA DAL BEN / Ridi con me, acquerello su carta cotone 300 gr 70 x 50 cm, 2022
Come credi che evolverà il tuo lavoro e in particolare l’uso dell’acquerello?
“Vedo il mio lavoro in continua evoluzione, sia nella tecnica che nella sperimentazione. L’acquerello rimarrà centrale, perché la sua leggerezza e imprevedibilità rispecchiano il mio modo di raccontare la femminilità e la natura. Tuttavia, sto sperimentando sempre di più con il mixed media, integrando inchiostro, carta e materiali diversi per aggiungere profondità e texture. Credo che il futuro della mia arte sarà caratterizzato da una maggiore fusione tra astrazione e narrazione simbolica, esplorando nuove modalità per rendere visibile l’invisibile”.
Articolo di Beatrice Bortoluzzi