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IL SENTIERO DELL’ARTE

Riflessioni prima dell'apertura del gate

In questo momento mi sto recando in Montenegro, in una vacanza itinerante per così dire, con la mia compagna. È una vacanza dalla quale non mi aspetto nulla di eclatante, perché il Montenegro è un paese a me totalmente sconosciuto. Potrei dire che mi sto avventurando lungo un "sentiero" poco battuto ancora dalle persone e questo mi affascina perché sarà per me tutto una scoperta.

Certo potrò tornare da questo viaggio entusiasta o deluso ma quello che a me interessa è percorrere il sentiero, non sapere cosa troverò alla fine di esso. Questo mi dà lo spunto per riflettere su che cos'è per me l'arte o meglio cos'è la mia arte.

Io non vivo d'arte ed è naturale, che come tutti gli artisti, vorrei vendere molto per poter campare con le mie opere e dedicarmi interamente a essa. In questi anni però, dovendo fare altri lavori per vivere, ho imparato a realizzare le mie opere nei ritagli di tempo libero, soprattutto la notte, quindi non ho intere giornate da dedicare alla mia arte. Questo modo di creare mi ha portato a realizzare i miei dipinti, le mie sculture, le mie creazioni artistiche, nella mente, mentre lavoro, mentre guido l'auto, quando sistemo casa, insomma mentre vivo la mia vita quotidiana.

Ormai è una sorta di modus operandi senza del quale riesco a fatica a creare qualcosa di valido, se ho molto tempo pratico da dedicare a quell'idea artistica mi perdo. In altre parole devo vivere molto la mia vita quotidiana per avere degli input creativi e poco tempo per concretizzarli. Questa mancanza di tempo, questa difficoltà stimola la mia creatività. 

Ciò significa che io dipingo, assemblo, scolpisco, manipolo con la "mente" in ogni attimo della mia giornata e questa è la prima parte del mio percorso artistico. Successivamente, quando so cosa voglio fare, devo imprimere su una tela o su un materiale la mia idea e bastano pochi segni, pochi gesti, non occorre portare molto avanti il progetto (anche perché ho poco tempo a disposizione)... una volta realizzato il "bozzetto" posso riprendere l'opera nei ritagli di tempo, perché essa è nella mia testa ben chiara.

Di qui incomincia la seconda fase del mio cammino lungo il sentiero della creazione artistica, la realizzazione dell'opera. Questa seconda parte del viaggio è ancor più affascinante, per me, della prima, perché nonostante abbia in testa una visione cristallina su ciò che voglio fare, non so mai realmente come apparirà l'opera finita, soprattutto perché lungo il mio viaggio creativo mi autocreo degli inciampi, delle difficoltà tecniche perché sono uno sperimentatore e perché un po' per poco tempo e un po' per gusto personale utilizzo materiali e colori che ho sottomano al momento.

Così operando rendo maggiormente difficile il mio lavoro artistico e metto gravemente a rischio il buon risultato dell'opera, ma...come dicevo all'inizio di questo testo, in riferimento alla mia imminente partenza verso il Montenegro, ciò che a me appassiona è il viaggio con tutte le sue insidie e meraviglie, quindi l'esecuzione dell'opera  non l'esposizione e il plauso di essa (seppur gratificante dal punto di vista della mia vanità).

Scusate ragazzi ma non ho più tempo per scrivere... devo andare al gate.

Buona Artee!

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