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AMORE E TRADIMENTO, IL PUNTO DI VISTA DEGLI ARTISTI

L’amore sta agli artisti come il selfie a un possessore di uno smartphone.

Impossibile non provarlo almeno una volta. Tutti i detentori di pennelli, scalpelli, penne ottiche e quant’altro sia utile a dar sfogo alla propria creatività, infatti, sono stati attratti dal magnetismo di questo sentimento. E ognuno di loro ne ha dato una visione personale.
In quanto ai gusti, c’è chi a quello romantico di Gustav Klimt con il Bacio o a quello genuino del Compleanno di Marc Chagall preferisce l’incomunicabilità dell’amore, il tema portante degli Amanti di René Magritte. Meglio ancora, l’ultimo saluto rappresentato da Giorgio De Chirico in Ettore e Andromaca. E rimanendo sul bacio, la rappresentazione iconica dell’amore, anche gli avannotti della generazione Z avranno visto su TikTok o simili una riproduzione del bacio tra l’infermiera e il marinaio, realizzata a Time Square il 14 agosto del 1945 dal fotografo Alfred Eisenstaedt. Il bacio rimane per molti il simbolo dell’amore, sebbene non diverso da quello di un tradimento. Trai più prolifici e conosciuti c’è Francesco Hayez che dipinse ben tre versioni del suo bacio: 1859, 1861 1867. La differenza nei tre è il colore degli abiti. Quisquiglie.

L’amore sotto altri punti di vista è cosa degli artisti contemporanei. Il primo ad averne esplicitato la semplicità è stato Robert Indiana con il suo LOVE in tre dimensioni. Ma anche Maurizio Cattelan ne ha dato una versione posizionata esattamente all’estremo opposto con L.O.V.E.. L’amore irriverente è quello invece descritto da Francesco Vezzoli nei due mezzi busti Self-Portrait as the Apollo Belvedere’s Lover. Senza dimenticare quello politicamente corretto (dipende dai punti di vista) dei due poliziotti di Kissing Coppers ideto da Bansky. C’è poi quello più passionale, che esige una sigaretta dopo essere stato consumato. Stiamo parlando di Smoker #3 di Tom Wesselmann. Anche l’amore come ossessione è un’idea dell’età contemporanea. La sua massima esponente è Yayoi Kusama con la sua fissa per i pois a ricoprire decine e decine di zucche.
In quanto a numero di opere, il lato b della medaglia dell’amore è proprio il tradimento. Lo stesso Ennio Flaiano diceva che «è il traffico ad aver reso impossibile l’adulterio nelle ore di punta». Su questa violazione sono molti gli artisti ad aver espresso la propria opinione. La versione più completa è quella del Tintoretto con l’opera Venere, Vulcano e Marte. In pratica, il vecchio Vulcano, troppo intento a lavorare, lascia sola la giovane moglie Venere che, presa dalla noia, si lancia in una travolgente copula con il giovane Marte. Un cliché perdonabile dato che si sta parlando del 1551.

Sempre legata all’idea del peccato e dello scandalo è La Colazione sull’erba di Manet in cui a due giovani borghesi vestiti si contrappone una donna nuda in primo piano e una sullo sfondo.
Una versione più poetica e scevra da tabù è data, invece, da L’abbraccio di Egon Schiele capace di vedere tenerezza anche nell’atto erotico del tradimento perché non più considerato un atto peccaminoso. Del resto, lo stesso Oscar Wilde considerava la fedeltà un’abitudine al letargo o una mancanza di fantasia. Fantasia che non marca certamente a Paul McCarthy nelle opere Pig Island, Caribbean Pirates, o GAP. E per finire il tradimento secondo Magritte con Ceci n’est pas une pipe (Questa non è una pipa) in cui la pipa non rappresenta la realtà, ma solo l’immagine a sottolineare la natura illusoria dell’arte (come quella dell’amore, ma questo lo avete pensato voi…).

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