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ART PUZZLE

Art Puzzle, la terza scelta

L’Art Puzzle di Teelent è la terza possibilità che un amante dell’arte si concede per apprezzare nell’intimo un’opera d’arte. Per sostenere i desiderata di uno dei nostri artisti, infatti, tu come moderno mecenate puoi scegliere di acquistare l’opera originale, la sua stampa su canvas o per finire il puzzle dell’opera d’arte.

Attenzione a non sottovalutare il pregio di questa terza possibilità. I nostri puzzle sono artigianali, 100% made in Italy e con tiratura limitata. A realizzarli per noi è la storica Cartotecnica Rocchi di Lecco. Produce puzzle artigianali di alta qualità dal 1987. Abbiamo scelto loro come partner perché gli incastri sono così perfetti e precisi da poter sollevare tutto il puzzle senza che questo si smonti. Il merito è delle speciali fustelle di loro produzione. C’è un ulteriore dato che può certificare la loro competenza. Questa cartotecnica è fornitrice ufficiale dei Musei Vaticani.

Per sottolineare la forte valenza artistica di ogni Art Puzzle, abbiamo inserito nella confezione dal pack personalizzato il certificato di autenticità firmato dall’artista. Si tratta, difatti, di riproduzioni di opere originali, stampate in HD da esibire in casa, appendere o regalare come oggetti d’arte. Il lato ludico dei nostri puzzle vuole essere un modo semplice per condividere e ricreare l’arte con qualcuno e, pezzo dopo pezzo, stare insieme. Ecco perché ci piace chiamarli ART PUZZLE.

I puzzle hanno un forte valore educativo. Rappresentano una forma di apprendimento spontanea, divertente e interattiva. Aiutano i bambini a sviluppare abilità spaziali, capacità logiche e mnemoniche. Aiutano gli adulti a tenere in allenamento il cervello, a misurarsi con sé stessi e a rilassare la mente. Sono degli ottimi strumenti per prendersi una pausa detox dai social.

La scelta dell’opera è quanto di più semplice ci possa essere. Dato il numero altissimo di artisti presenti sulla piattaforma di Teelent con diverse opere, ti offriamo la possibilità di semplificare la scelta dell’artista in base a tre filtri: tecnica, soggetto e colore, rispettivamente suddivisi in ulteriori 10, 20 e 15 combinazioni. Nella categoria Tecnica/Acquerelli abbiamo, ad esempio, 35 opere. In quella Soggetto/Animali sono invece 21. Infine, a tema Giallo le opere da trasformare in puzzle sono 32. In alternativa puoi guidare la tua celta in base al prezzo, alla forma dell’opera o al nome dell’artista. Inizia a scrollare le immagini su www.artshop.teelent.it il tuo Art Puzzle ti aspetta.

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METTIAMOLE A CONFRONTO: Qui potete notare la diversità di sensazione che trasmette un’immagine con il soggetto posizionato secondo la REGOLA DEI TERZI e una con il soggetto al centro. Dopo aver composto l’immagine all’interno del mirino della vostra macchina fotografica o il vostro cellulare, il passo successivo è la messa a fuoco, non importa se utilizzate questa funzione in manuale o in autofocus, ricordatevi sempre che il fotografo siete voi e quindi voi dovrete scegliere cosa mettere a fuoco e cosa volete che invece risulti sfocato. Se si tratta di un ritratto o anche semplicemente la foto di un animale, non avete molta scelta, il punto da mettere assolutamente a fuoco sono gli occhi. Infatti, le labbra e il resto del viso possono essere anche sfocati, ma gli occhi no in quanto l’attenzione di chi guarderà la vostra foto in automatico si posizionerà sugli occhi come elemento chiave ed una sfocatura degli occhi verrà inconsciamente percepita negativamente.

Volete una prova?
Provate a guardare la foto e vi accorgerete che anche senza volerlo dopo una frazione di secondo il vostro sguardo sarà concentrato sull’occhio. Che strano, il soggetto della mia foto non era l’occhio della ragazza, ma bensì la bocca, eppure l’attenzione di chi osserva cade sull’occhio inevitabilmente.

Non ne siete ancora convinti??? Provate allora a guardare la foto a destra dove con Photoshop ho volutamente sfocato l’occhio e lasciato il soggetto a fuoco. Osservatela bene, non vi da una sensazione di fastidio? Ora vi faccio una domanda per svelarvi un altro piccolo segreto e vedere se siete stati attenti: Abbiamo appena convenuto che in un ritratto l’occhio diventa inevitabilmente “il soggetto nel soggetto” e quindi cosa dovremo fare, oltre naturalmente a metterlo a fuoco? Un piccolo aiutino, vi ricordate la regola dei terzi? Provate a ricomporre l’immagine posizionando l’occhio del soggetto ritratto in uno dei 4 punti di forza, avrete così creato un immagine più piacevole. In questa sede non entrerò nel merito tecnico su come impostare il diaframma, però, parlando di messa a fuoco, non posso non accennare alla “profondità di campo” che viene intesa come la distanza davanti e dietro al soggetto principale che appare nitida. Per ora mi limiterò a dirvi che aprendo il diaframma si otterrà una più ridotta profondità di campo, mentre chiudendolo la profondità di campo aumenterà. Questo è valido con una macchina fotografica, ma anche con un cellulare, perché anche col cellulare si può scattare in manuale e controllare il diaframma.

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