ARTE CONTEMPORANEA: INVESTIMENTO VS GODIMENTO? | Teelent

ARTE CONTEMPORANEA: INVESTIMENTO VS GODIMENTO?

Quanti, nella scelta di un’opera d’arte da appendere dietro la propria scrivania oppure sulla parete della sala, antepongono il puro godimento dell’opera d’arte al mero investimento? Per noi di Teelent è la norma.

Non c’è letteratura che dimostri se un’opera d’arte pagata diversi milioni di euro riesca a offrire un maggiore appagamento rispetto un’opera acquistata per poche centinaia di euro. Il prezzo lo fa il mercato e il mercato ha tante caratteristiche. Può essere drogato, libero, potenziale, stabile o vivace, ma non prova certo piacere.

Acquistare un oggetto per piacere deve essere il mantra in un periodo come il nostro in cui si naviga a vista. Altra cosa, invece, è capire se un’opera d’arte contemporanea appaga i sensi di chi l’acquista per il suo strabiliante valore economico –cioè quanto costa– oppure per le emozioni che riesce a esercitare.

Difficile dirlo. Ma proviamo a paragonare un’opera d’arte a un altro oggetto di grande valore come una supercar.

Al volante, nessuno gode per il suo prezzo. Si prova piacere grazie al sound degli scarichi, alla tenuta di strada contro ogni legge della fisica, all’accelerazione fulminea. Tutte considerazioni legate alle emozioni. Certo, in alcuni casi l’acquisto di una supercar si potrebbe rivelare anche un buon investimento, ma rimane una grande incertezza.

Quindi, se scelgo una supercar per le emozioni che mi può regalare, perché nella scelta di un’opera d’arte dovrei prendere come unico metro di valutazione la sua quotazione? Vero è che una supersportiva è facilmente un’icona di esclusività. Ciò che è molto esclusivo potenzialmente è anche molto costoso. Ma anche spostando i termini di acquisto dall’investimento all’esclusività, il succo del discorso non cambia. Ogni opera d’arte è esclusiva per antonomasia. Anche una riproduzione numerata è esclusiva.

In particolare, l’opera d’arte contemporanea riesce a rappresentare l’esclusività anche senza arrivare a cifre astronomiche. Forse l’unico limite che ci auto-imponiamo nella scelta di un’opera d’arte è la nostra competenza. Le competenze in arte sono sopravvalutate. Non serve aver fatto l’accademia delle Belle Arti per dire se un’opera è semplicemente bella oppure no. Ognuno di noi ha gli occhi e prova emozioni, al netto di gravi malattie. Quindi perché non entrare in una galleria, anche virtuale e concedersi un’opera d’arte vera rispetto all’acquisto in negozio di una riproduzione?

Ci siamo cascati tutti. In pochi possono dire di aver resistito al piano terra, reparto quadri, di Ikea. Probabilmente, alcuni individui di sesso maschile fanno rientrare l’acquisto di un’opera d’arte nella decorazione e quindi di competenza della compagna o della moglie, o semplicemente non sono interessati.

Prendiamo coraggio, facciamo qualcosa di disruptive e fidiamoci del nostro istinto. Liberiamo la nostra parte meno razionale. L’opera d’arte parla al nostro istinto. Al nostro essere primordiale in cui la leva delle decisioni è in mano al piacere e al dolore. Impariamo a metterci in gioco e ad acquistare solo le opere di un artista nascente. Ogni sua opera può regalare l’emozione motrice del nostro piacere. Ogni sua opera è esclusiva, soprattutto agli inizi. Ogni sua opera racchiude tutto ciò. E nel tutto è compresa anche la possibilità che quell’artista nascente, che ci piace tanto anche se non capiamo perché, possa un giorno diventare davvero famoso e renderci, come nel caso della lotteria, ricchi e famosi.

Scopri su Teelent qual è l’artista che meglio riesce parlare al tuo sentimento e inizia a collezionarlo.

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..Un gruppo di creativi indipendenti che amano sognare ad occhi aperti. Persone del mondo che hanno consumato strade di inchiostro, colori, idee traducendole in “comunicazione”

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