LA BELLEZZA DELL’ARTETERAPIA:
riflettere sull’interno per creare all’esterno
Hai mai sentito parlare di arte come strumento terapeutico? Se la risposta è no, non preoccuparti! Scopri insieme a noi i benefici della disciplina che mette al centro la creatività.
Oggi siamo super connessi al web e meno collegati al mondo esterno, tanto che siamo sempre meno collegati con il nostro spazio interiore. E col tempo, è nata l’esigenza di “imparare a conoscerci dentro” come un grande bisogno collettivo. Basta pensare ai corsi di meditazione, yoga e conoscenza della mente che ormai sono molto diffusi.
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Fin dall’antichità l’uomo ha avuto il bisogno primario di manifestare il proprio pensiero interiore attraverso diverse forme espressive, una di queste è il linguaggio non verbale. Strumento che permette di mettere le emozioni come nostra principale forma di comunicazione, più importanti delle parole. L’arteterapia favorisce la lavorazione con le emozioni come tecnica perfetta di intervento non verbale, considerando che il processo creativo stimola l’esplorazione con il fine di comunicare ed esprimere le sensazioni profonde di cui non siamo consci.
L’arteterapia ha origini molto antiche, il significato di questo termine deriva dalla radice sanscrita “dhar” che significa sostenere. La cultura tribale considerava l’arte come disciplina curativa e la popolazione greca riteneva che il teatro e la musica aiutassero a liberare le emozioni represse. La disciplina vera e propria risale agli anni 40’ del 900, quando viene introdotto per la prima volta in Inghilterra. In Italia, entra ufficialmente nelle strutture con la legge Basaglia del 1978.
Questa tecnica svolge una funzione diversa a seconda del risultato che si vuole ottenere, in certe occasioni svolge la funzione riabilitativa per il trattamento di malattie, in altre, funzione terapeutica di trasformazione, evoluzione e crescita dell’individuo, soprattutto nei casi di leggera depressione aiutando a liberare tutte le tensioni che il corpo trattiene per trovare l’equilibrio emotivo, oppure, funzione preventiva educativa per favorire la conoscenza di sé nei momenti di cambiamento che capitano nella vita. L’inconscio reagisce più con simboli che con parole, di conseguenza l’uso delle arti facilita il processo di riflessione perché le immagini permettono di esplorare ambienti difficili.
L’arteterapeuta deve sapere che per cogliere il significato dell’arte deve avere la sensibilità necessaria che li permetta di creare un legame tra il paziente e l’opera, permettendo di far emergere espressioni che siano traducibili con un codice visibile. Può avere diversi tipi di formazione, pedagogica, psicologica o artistica, e lavora in un contesto protetto per facilitare la relazione con le persone.
L’arte diventa, quindi, uno strumento indispensabile di stimolare la espressione di sé stessi grazie al suo linguaggio simbolico, creando un ponte tra il mondo dell’emozioni e l’inconscio.
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