Bonus immediato di 5000 euro per collettivi e artisti come argine alla crisi innescata dal propagarsi del Covid-19
In queste settimane d’isolamento, cultura e arte cercano di portare un po’ di colore nella nostra quotidiana anormalità. Basta effettuare una veloce ricerca sul web per trovare titoli come “L’arte nutre l’anima” oppure “L’arte più forte del coronavirus”.
Il nostro titolo preferito è “L’arte che non si ferma…” del Corriere della Sera. C’è anche l’hashtag #laculturanonsiferma.
Ma l’arte si è fermata e come!
Se l’arte, infatti è l’attività degli artisti inquadrati con il codice Ateco 90.03.09, allora anche lei è soggetta alle restrizioni degli ultimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Quindi tutti a casa e zero incassi. Ma il paese dell’arte gratis per trascorrere in bellezza il lockdown, come piace scrivere ai media, non si è proprio dimenticato dei suoi lavoratori autonomi ispirati dall’arte.
Nell’ambito del DL n. 18/2020, cosiddetto “Decreto Cura Italia”, è previsto il riconoscimento di una indennità per il mese di Marzo pari a 600 euro a favore “dei lavoratori le cui attività stanno risentendo dell’emergenza epidemiologica dovuta al Coronavirus”. Gli artisti, il cui reddito varia a seconda dell’andamento generale del mercato, e che già versavano in condizioni precarie, rientrano a pieno titolo in questa situazione.
Senza turismo, senza la possibilità di mostrare le proprie opere e con il rallentamento del mercato d’arte online, le possibilità di arrivare a fine mese sono drasticamente ridotte.
Ma non da tutte le parti è così.
Un esempio è la (non molto euro-simpatica) Germania e nello specifico la città di Berlino.
Pur non fregiandosi di essere la culla dell’arte, la Capitale tedesca ha garantito a ciascun artista residente –anche straniero– un assegno che parte da 5mila euro. Il forfait di tre mesi può arrivare a 14mila euro a seconda che si abbiano dei dipendenti o altre necessità.
L’assegno è versato dalla IBB, la Banca di Berlino, che attinge i capitali da un fondo di 500 milioni di euro varato dal Ministro della Cultura della Linke, Klaus Lederer.
Dopo l’iscrizione online, l’utente riceve una mail con un numero d’assegnazione. Al momento opportuno basta comunicare i propri dati anagrafici e il proprio conto corrente. Il saldo è già avvenuto per migliaia di richiedenti. Questa è la procedura semplificata per il primo aiuto.
A questa ne stanno seguendo altre.
Certo, anche il sito di IBB è andato in crash e sembra che anche lui abbia subito l’attacco di hacker, ma i soldi continuano ad arrivare sul conto corrente degli artisti.