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CARNET DE VOYAGE

Il diario di viaggio di NYM: la Costiera amalfitana

Bene, oggi parliamo di cibo! Scherzo ovviamente.
Sebbene abbia ancora ben chiaro il profumo di babà e pizze fritte ho bisogno di raccontarvi l’arte di cui mi sono nutrita alla fine di questa estate. A settembre, infatti, sono stata in Costiera amalfitana a far visita ai miei parenti. Non ho potuto lasciarmi scappare l’occasione di visitare le tante decantate Positano, Amalfi, e Vietri sul mare. Paesini di una genuinità straordinaria sperduti trai limoneti. Ma andiamo con ordine.

Il primo borgo visitato della costiera è stato Positano.
L’ho raggiunto con la motonave. Sbarcata alle 9 e 40 del mattino è bastato un solo misero minuto per innamorarmi di quel piccolo villaggio di pescatori: una vera bomboniera. Positano, come quasi tutti borghi amalfitani, si sviluppa necessariamente in verticale. Dal molo, quindi, mi sono avviata tra le strette viuzze che portano alle tante terrazze panoramiche proprio in cima alla città. Ma non è una prova di arrampicata. Dalla gradinata centrale si scorre piano piano nel vivo del borgo. Dalla Chiesa di Santa Maria Assunta con la sua sorprendente cupola maiolicata, ai negozietti caratteristici con le ceramiche e i prodotti locali. Impossibile non apprezzare l’amore di questa comunità per l’arte. È sconvolgente il numero delle gallerie e dei collettivi che si aprono sulla gradinata riparata di tanto in tanto dai rami di glicine. Vedere così tante opere d’arte immerse in una location da cartolina ha reso l’esperienza davvero magica!

Tanto da vedere in così poco tempo. Ero ancora con la testa e con il cuore pervasa dall’arte glocal della Costiera, quando mi trovai nella seconda cittadina del mio tour: Amalfi. Qui, oltre ad aver mangiato uno dei migliori babà della mia vita, ho visitato la particolarissima Cattedrale di Sant’Andrea con i suoi infiniti stili. Ho riconosciuto il gotico, il barocco, ma anche il romanico e perfino il bizantino. A ripensare a tutte quelle decorazioni, ai mosaici, alle maioliche o alle sculture lignee ho ancora un hangover artistico. Si dice che qui, San Francesco si fermò ben due anni a venerare le reliquie del Santo. Probabilmente già nel 1200 il duomo era bellissimo.

Infine, l’ultima tappa del mio tour paradisiaco: Vietri sul Mare. È il comune più popolato della Costiera amalfitana, ma è anche il borgo che trasuda più autenticità di tutti! Qui, la stragrande maggioranza degli abitanti lavora artigianalmente la ceramica. Si tratta di una tradizione antichissima che viene da sempre tramandata di padre in figlio. Strano a credersi, ma vale ancora oggi! Tant’è che passeggiando per le vie di questo villaggio si notano una quantità inverosimile di mosaici e maioliche dipinti con i soggetti più strampalati. La voglia è quella di fermarsi in tutte le botteghe al solo scopo di accaparrarsi il pezzo unico realizzato a mano. Ma lo sono tutti.

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Mi sono persa tra le meravigliose e coloratissime vie. Fino a lei, l’architettura che maggiormente mi ha colpito: la Villa comunale a ridosso della costa. Questa costruzione ricorda il Parc Guell di Gaudì a Barcellona. È una struttura molto particolare perché si sviluppa in verticale come a creare una serie di terrazzamenti con tanto di corrimani completamente rivestiti da mattonelle di ceramica colorata che si stagliano tra cielo e mare.
Il mio voto? Non vedo l’ora di ritornarci, magari pe rla raccolta dei limoni.

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