BLOG

CHI SALVERÀ LA BELLEZZA?

Una lunga chiacchierata con Maria Vittoria Baravelli, curatrice di mostre d’arte e di fotografia che con il suo profilo Instagram divulga il mondo dell’arte e della cultura alle nuove generazioni.

Ho sempre guardato da vicino quella tribù di persone così apparentemente libere, felici e immerse nella natura selvaggia, sembravano vivere il sogno californiano di un mercoledì da leoni. La mia ammirazione per quello stile di vita, per i loro codici e le loro priorità mi ha portato a sposare un pioniere del surf italiano. Ed ecco che in una delle vacanze, rigorosamente scelte in base alla marea, al vento e alle previsioni meteo, incontro una donna che nonostante fosse completamente a suo agio in quell’ambiente, possedeva uno scintillio diverso. Aveva qualcosa anche del mondo da dove provengo io. Non sbagliavo, Natalia è un’artista. Mi piacerebbe raccontarvi la sua storia, che oltre ad essere piena di avventure, ci aiuta a capire prima come esseri umani, e soprattutto come donne, che la vita è come un’onda del mare e per stare in piedi dobbiamo comprendere la sua natura, conoscere il ciclo della luna, rispettarne il ritmo, e volare leggere sopra le profondità dell’oceano. Un vero artista o un vero surfista non teme quelle profondità, le guarda con riconoscenza e rispetto, ci si perde solo quando è il momento, per godere di un tramonto, per assaporare la grandezza delle piccole cose attorno a noi. Il resto del tempo sa che deve remare per arrivare al picco dove dovrà giocare in equilibrio sulla tavola, esattamente come dobbiamo imparare a fare anche nella quotidianità. Il surf è una metafora della vita. L’arte è il mezzo con cui spiegarlo a chi resta a riva. 
Nel frattempo, sente la necessità di aprire il proprio canale Instagram: @MARIAVITTORIABARAVELLI. Il suo primo post risale al 13 aprile del 2014 all’età di 19 anni (circa). Si tratta dello scatto di un’installazione presente alla Triennale durante il Fuorisalone, l’insieme degli eventi collaterali al Salone del Mobile di Milano. Sebbene nel suo primo periodo di attività social, non abbia ancora chiara la strada da prendere, Maria Vittoria sa però molto bene dove deve andare. Sì, perché se è ormai patrimonio dei più la convinzione che la Bellezza salverà il mondo, Maria Vittoria Baravelli va un passo oltre cercando di trovare il modo di salvare la bellezza. 

MARIA VITTORIA BARAVELLI/ Foto realizzata da David Hernández 

MARIA VITTORIA BARAVELLI/ Foto di Pietro Gemelli

POST DA INSTAGRAM Vari momenti della vita lavorativa di Maria Vittoria. Alla Galleria Fumagalli insieme ad Annamaria Maggi e l’opera museale di Kounellis, oppure con l’artista Stefano Arienti e le sue Meridiane esposte nell’azienda Marca Corona.

Ecco che a questo punto tutto sembra prendere forma, e divulgare il mondo dell’arte e della cultura alle nuove generazioni attraverso il proprio profilo Instagram diventa inevitabile. Crescono per Maria Vittoria gli impegni, aumentano le occasioni (anche mondane) di divulgare l’arte e i follower iniziano a visitare il suo profilo Instagram un po’ come falene intorno a una luce. Tre anni di attività, proprio a partire dal periodo in cui i famigerati fashion blogger prendono coscienza dell’importanza di poter influenzare i bisogni e gli interessi di chi li segue. Così cambiano strumento, passano dal blog allo smartphone e diventano influencer. Nel frattempo, una comunità (non solo) virtuale di amanti dell’arte inizia ad aggregarsi intorno al canale di Maria Vittoria in maniera sempre più importante. La forza di questa laureanda in lettere è la capacità di portare la cultura accademica alle nuove generazioni con un linguaggio semplice e per questo fresco. 

È il 2016, e Maria Vittoria è ufficialmente la prima art-sharer di Instagram; un titolo da lei stessa coniato senza immaginare che dopo di lei saranno molte le content creator a volersene appropriare. Del resto, non è forse vero che l’imitazione è la forma più sincera di adulazione? Una definizione nuova e puntuale che si nutre dell’espressione inglese Sharing is caring cioè condividere equivale a prendersi cura. 

Eccoci arrivati alla destinazione: per Maria Vittoria la condivisione della sua passione con un pubblico così vasto di art lovers significa prendersi cura della bellezza e contribuire a conservare intatto il nostro passato identitario, il nostro patrimonio artistico inteso proprio come ciò che i nostri padri ci hanno lasciato. Maria Vittoria Baravelli pesa bene le parole per il loro significato, ecco perché cerca di prendere distanza dal termine influenzare proprio dell’essere influencer. Lei ama divulgare, raccontare, appassionare un nuovo pubblico all’arte senza il bisogno di influenzare scelte o comportamenti. Il perché Maria Vittoria Baravelli abbia scelto di condividere l’arte deriva da una sua convinzione, difficile da smentire, che l’arte come la letteratura e la cultura più in generale abbiano già ampiamente indagato e quindi dato una risposta esaudiente a cio che riempie la quotidianità dell’essere umano, alle sue necessità, desideri, sentimenti e dolori. Perché sapere da dove si è venuti può aiutarci a capire anche dove andremo. Maria Vittoria è la prima a sostenere che nella storia dell’arte come nella storia del mondo, del resto, gli sconfinamenti siano sempre esistiti. Tra arte e poesia, tra letteratura e fotografia, tra scultura, pittura e nuovi media nuovi media. Per questo motivo sembra naturale la stretta collaborazione con Gabriella Nobile che fa della parola ‘contaminazione’ il leitmotiv della sua agenzia Nobile Agency, producendo mostre di grande impatto e contenuto.
Il suo lavoro da 
curatrice d’arte ne è la prova tangibile dato che la sua curatela spazia nello scibile artistico: letteratura, arte visuale, illustrazione, anche se osservata da fuori è la fotografia –in quanto scrittura di luce– a catturare i suoi occhi. Del resto, la sua importante collaborazione con Mondadori Portfolio (insieme a Elisabetta De Simone alla direzione dei Progetti Speciali), le permette di toccare con mano gli scatti dei grandi del ‘900.

Artisti che hanno fatto la storia rimanendo pur sempre contemporanei. È in questa disciplina che Maria Vittoria Baravelli grazie alle giuste domande, riesce a entrare in maggiore sintonia con la materia fotografica riuscendo a raccontare allo spettatore uno spaccato sempre interessante. Ci piace pensare che, come nelle Città invisibili di Italo Calvino, Maria Vittoria Baravelli abbia scelto per la sua curatela la strada più coraggiosa e cioè scoprire cosa nell’inferno non sia inferno: isolarlo, farlo durare e dargli spazio. Uno sforzo che deve essere ripagato necessariamente con la presenza hic et nunc (qui e ora) dello spettatore. Il suo racconto sui social, infatti, non esaurisce l’esperienza artistica. Il social avvicina, stuzzica, incuriosisce, ma l’arte merita la presenza di chi la contempla. Non basta vederla riflessa su un display; l’opera richiede la presenza perché nel momento in cui si osserva un quadro, come la Monna Lisa ti guarda, innescando quella immortalità all’indietro raccontata da Umberto Eco, perché per un attimo guarderai gli occhi che hanno visto Leonardo da Vinci. Per partecipare di persona agli eventi artistici curati da Maria Vittoria Baravelli il metodo sicuro è solo uno: seguire il suo account Instagram @mariavittoriabaravelli.

GRAZIE !

Verrai contattato al più presto!

Puoi aiutarci ad aiutarli?

Compila il modulo & organizziamo un appuntamento!