COME SCEGLIERE L'ARTISTA DEL CUORE | Teelent

COME SCEGLIERE L’ARTISTA DEL CUORE

Il segreto di una collezione d’arte coerente sta nel prendere una direzione precisa che sia d’aiuto al futuro

Come Teelent, ci siamo posti la questione di quale fosse la griglia di valori più indicata nella scelta di un artista di cui innamorarsi.
Ma dato che innamorarsi, non è una questione di tabelle o di numeri, abbiamo trasformato la domanda in quale potrebbe essere la costante che si ritrova più spesso nel nostro innamoramento verso un artista.

Data la complessità della domanda, abbiamo cercato di capire come ragionano i grandi collezionisti. Cosa spinse George Costakis, autista dell’ambasciata greca a Mosca, ad acquistare 1200 opere dell’Avanguardia Russa considerate dal regime d’allora pura depravazione? Prendendo una direzione ben precisa, Costakis ha salvato questa corrente dall’oblio.
Ora le opere valgono 170 milioni di euro e sono esposte al Museo d’Arte Contemporanea di Salonico.

Quale principio ha seguito Peggy Guggenheim per le sue collezioni?
In una recente intervista a Karole P.B. Vall di Arte.it, la direttrice della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e nipote della stessa collezionista afferma che quando sua nonna lavorava alle collezioni, il mondo dell’arte era molto piccolo. Oggi gli artisti sono in tutto il mondo, e chiunque può decidere di diventare artista come si sceglie una qualsiasi altra professione. Poi, però, ho trovato sul sito ufficiale del Guggenheim l’estratto del comunicato stampa dell’apertura di Art of This Century, la galleria-museo aperta da Peggy a New York nel 1942:

«Sono del tutto consapevole della responsabilità insita nell’aprire questa galleria e la collezione al pubblico, mentre le persone stanno combattendo per salvarsi e per la libertà. Questa iniziativa avrà assolto il suo compito solo se riuscirà ad essere d’aiuto al futuro e non a registrare il passato.»

Sapere che per una collezionista del suo calibro, l’obiettivo del suo lavoro è sempre stato «essere d’aiuto al futuro» è sinceramente rincuorante. Fa bene. È un’aspirina contro il livello estremo di commercializzazione a cui è l’arte è arrivata oggi.
Ma concordo con il pensiero della nipote di Peggy quando afferma che capire quello che rimarrà in futuro è difficilissimo. E quindi? La crasi dell’operato di Costakis e di Peggy potrebbe essere un buon inizio nella scelta di un artista. Dalla libera unione delle azioni dei due collezionisti potremmo dire che per scegliere un artista di cui innamorarsi è necessario «prendere una direzione precisa che sia d’aiuto al futuro».

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