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CREATIVITÀ CALCOLATA

Parlando di arte, Intelligenza Artificiale e Arte Generativa molto spesso qualcuno tende a pensare che siano la stessa cosa, e di fatto potrebbero essere considerate molto vicine, ma quello che racconta oggi la produzione di arte digitale depositata su blockchain è un panorama variegato e pieno di sfumature.

L’arte generativa nasce diversi decenni fa e percorre un viaggio che va in parallelo a quello dello sviluppo tecnologico, in sostanza rappresenta le opere d’arte la cui produzione è affidata ad una macchina o un algoritmo che le realizza autonomamente. Talvolta dietro l’opera c’è un’idea precisa che l’artista affida alla macchina, in altri casi anche la parte più creativa è affidata alla macchina stessa.
Quello che accade oggi, con l’avvento degli NFT, è che una schiera di artisti programmatori hanno iniziato a cimentarsi nella creazione di algoritmi più o meno complessi, utilizzando ambienti di sviluppo svariati, come javascript, python, allo scopo di creare opere d’arte animate o fisse sulla base di uno sviluppo visivo preordinato. Nascono così alcuni marketplace specifici dove questi artisti possono pubblicare queste opere e dove i collezionisti possono andare a comprarle, ad esempio ArtBlocks sulla blockchain di Ethereum e FXhash sulla blockchain di Tezos. Ma l’arte generativa copre un panorama ben più vasto, e ben presto queste opere, molto spesso spettacolari, diventano anche suggestive installazioni, si pensi alla grande opera di Refik Anadol presentata a Palazzo Strozzi a Firenze in occasione della mostra Let’s Get Digital curata da Serena Tabacchi.


Tra questi artisti mi ha sempre colpito il lavoro di Pablo Alpe, per la sua ricerca delicata e minimalista che trasmette con personalità la forza del codice. Il codice è il centro della narrativa di tutta l’arte generativa, che si tratti di rappresentazioni geometriche, di video animazioni, di immagini antropomorfe, di poesie generative o anche di musica. Pablo Alpe rappresenta con assoluta esattezza come uno spirito matematico e tecnologico può tradurre la propria creatività in espressione artistica di alto livello. L’artista viene infatti da un percorso di ingegnere elettronico ma inizia presto ad asservire la propria maestria tecnica all’utilizzo della visualizzazione digitale. Con la nascita del web 3.0 e degli NFT poi l’artista entra nel mondo dell’arte con un enorme successo e con grande incisività entra nel mercato dell’arte digitale.
Il codice, dicevamo, da una parte si potrebbero quasi considerare il linguaggio di programmazione, gli script, gli algoritmi, come un vero e proprio strumento di produzione creativa, come un pennello cibernetico figurato che permette all’artista di dare vita ad un’idea che ha in testa.
Ma forse c’è molto di più… chi si è cimentato nella produzione di arte generativa sa bene che tra uomo e codice c’è un legame simbiotico e di scambio biunivoco a livello creativo; molto spesso l’artista trova le proprie creatività sperimentando delle variazioni sui parametri degli algoritmi ed è come se fosse il codice stesso a suggerire all’artista la direzione da prendere. È una specie di danza quella che avviene tra l’artista generativo e il codice, dove entrambi seguono la stessa idea che ad un certo punto si palesa in tutta la sua bellezza, come una rivelazione.

Pablo Alpe è uno spirito creativo dotato di grande eleganza ed una innata capacità di percepire armonie e proporzioni nei codici visivi, perché quando si parla di codici visivi il mondo che ci circonda è sempre una grande fonte di ispirazione. Pensiamo infatti a quante volte riscontriamo in natura la presenza di leggi matematiche che regolano l’armonia del creato, si pensi per esempio a quante volte la sequenza di Fibonacci ricorre nelle strutture morfologiche delle piante, dei fiori, delle foglie… sequenze di Fibonacci, spirali, proporzioni auree, riflettiamo su quanti artisti nella lunga storia della civiltà umana si sono confrontati con questi concetti e hanno orientato la loro produzione artistica su di essi.

Pablo Alpe è un artista curioso, enormemente appassionato delle culture del mondo, con una grande passione per il viaggio; realizza un progetto tutto incentrato sull’antica matematica e geometria giapponese, il che unisce diversi aspetti del suo immaginario: la geometria, la matematica, la tradizione, la natura.
Per molti filosofi lo studio della geometria corrispondeva allo studio della natura, in fin dei conti si potrebbe dire che la matematica è forse il linguaggio più trasversale e più universale che abbiamo come umanità. Nelle opere di Pablo Alpe dunque possiamo trovare tutto questo, un’indagine sul mondo che ci circonda alla ricerca dell’armonia primitiva, universale; la ricerca di uno stile primitivo lineare e consuntivo che diventi la rappresentazione immediata ed immanente del bello artistico perché, come dico spesso, la purezza dell’arte si misura straordinariamente bene nell’astratto, dove non abbiamo parametri di riferimenti figurativi che ci vengano in aiuto per la nostra interpretazione e fruizione. La geometria è forse la nostra connessione con la divinità? Difficile comprenderlo ma l’arte non ha bisogno di comprensione.

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