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GALLERIA VIK: se la camera si sceglie in base all’artista!

Al Galleria Vik Milano, hotel 5 stelle in Galleria Vittorio Emanuele II, ogni stanza è stata scelta da un artista che oltre installare le proprie opere l’ha arredata e decorata: quanto di meglio ci sia per entrare in sintonia con un artista.

Galleria Vik Milano è un art hotel a 5 stelle. Il massimo per chi è alla costante ricerca del bello. Altro che spa, piscina o palestra. L’hotel della Galleria Vittorio Emanuele II, che ha preso il posto dell’ex hotel 7 stelle etra lusso Townhouse, dispone di 89 camere e suite. Ogni stanza è un progetto site specific studiato appositamente da ogni artista. Nello specifico le installazioni artistiche sono di artisti italiani, uruguaiani ed internazionali. Galleria Vik Milano è un hotel d’arte che vuole far vivere agli ospiti un’esperienza straordinaria. I quadri all’interno delle camere sono una finestra alla scoperta di una atmosfera edonistica.

L’hotel è stato ristrutturato da Alexander e Carrie Vik, già proprietari di una catena di Alberghi in Uruguay nonché collezionisti d’arte. Sono veramente molti gli artisti che il duo d’imprenditori ha scomodato da gallerie e musei per attraversare tutte le tendenze dell’arte italiana di oggi. Si va dagli esponenti della pittura meneghina come Aldo Damioli, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Giovanni Frangi, Alessandro Busci, Agostino Arrivabene, Andrea Zucchi, agli attori del nuovo astrattismo, come Marco Casentini, Matteo Negri, Carla Mura. Diverse anche le presenze scultoree di Pino Deodato, Adriano Pompa e Paolod Cassaràce, senza dimenticare gli artisti dietro l’obiettivo. Tra loro Matteo Basilé e Antonio Guccione.
Importanti anche le presenze della scena artistica internazionale, come il cinese Liu Bolin, il fotografo e pittore Julian Lennon, più noto come musicista e figlio d’arte (il padre è John Lennon), al fotografo polacco Szymon Brodziak, alla coppia di artisti russi Dubossarsky & Vinogradov, all’artista argentina Nina Surel, allo spagnolo Felipe Cardeña, celebre per i suoi pattern floreali e i suoi quadri di stoffe multietniche, alla giapponese neopop Tomoko Nagao, fino ad alcuni tra i più interessanti esponenti della pittura contemporanea uruguayana e sudamericana, come Vicky Barranguet, Eduardo Cardozo, Fernando López Lage, Rita Fischer.

E per dar loro maggior lustro e attenzione, nessuna camera è dotata di TV. Una forma di rispetto e un precedente importante nell’hotellerie per aiutare gli artisti a rendere uniche non solo le pareti di un hotel, ma arricchire il soggiorno degli happy few che possono fantasticare in totale tranquillità davanti a un’opera senza assillo alcuno.
Tutto l’hotel è permeato d’arte. Dalla hall centrale alle sale del ristorante.
E poi c’è lei, la 210 Gallery, uno spazio espositivo al secondo piano dell’hotel. Qui nell’arco dell’anno si susseguono diverse mostre. Da marzo, debutta all’art hotel la personale Hypersonic dedicata all’artista Leonida de Filippi e curata da Alberto Maria Martini. Tema della mostra è la circolarità. Protagonisti della stanza sono infatti quadri che, superata ogni necessità figurativa, si concentrano sul simbolo del cerchio, riducendo l’iconografia all’essenziale e approdando così all’astrazione. La mostra è aperta dalle 18 alle 21.

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