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GLI ARTISTI DEI RIFIUTI: IMPARA L’ARTE DI NON SPRECARE

Movimento, unità, armonia, contrasto, varietà, equilibrio, proporzione, ritmo e pattern: nella Ecological Art, si trovano tutti questi princìpi. Gli stessi che nei secoli hanno aiutato gli artisti di tutto il mondo a creare le più belle opere passate alla storia.

Eco arte, arte sostenibile, green art. Non importa come la si chiami L’arte come sappiamo è anticipatrice. Sviscera dalla coscienza collettiva le insofferenze per trasformarle in oggetti capaci di parlare a tutti. Dal bambino dell’asilo all’umarell tutto preso a commentare i cantieri sulle strade.

E così, nel 2013, alla notizia che l’arcipelago delle Maldive sarebbe stato prima o poi sommerso a causa dell’innalzamento della temperatura media mondiale, l’artista Stefano Cagol ha creato The Ice Monolith. Un blocco di ghiaccio di 1.400 chilogrammi lasciato sotto il sole della laguna e scioltosi in 3 giorni. Un’opera del tutto riciclabile a rappresentare il meccanismo di scioglimento dei ghiacci che causerà la scomparsa dell’atollo delle Maldive. Un monito a Venezia e ai moltissimi turisti di passaggio a Riva Ca’ di Dio.

Sempre del 2013 è Drop, l’installazione creata dallo Studio KCA a partire dalle bottiglie di platica gettate in soli 10 minuti nelle strade di San Polo in Brasile. Una struttura indipendente e autoportante diventata il padiglione principale di Made, la fiera internazionale di arte e design che si tiene ogni anno, covid-19 permettendo, nella capitale brasiliana. Ma lo studio di architettura di Brooklyn, diretto da Jason Klimoski e Lesley Chang, non si è fermato a questa struttura. Sua è anche la Bruges Whale, una balena a grandezza naturale realizzata con la plastica raccolta sulle spiagge. Spettacolare il suo balzo da uno dei canali di Bruges durante la Triennale d’arte.

L’immondizia che il mare ributta sulle spiagge è diventata la materia prima utilizzata da molti artisti. Già nel 2009, quando Jorge Traverso si è trasferito dall’Uruguay a Formentera ha iniziato a comporre quadri in altorilievo proprio attraverso le plastiche raccolte sugli scogli. Anche il fotografo di New York Barry Rosenthal , dopo anni passati a fotografare la natura si è imbattuto nell’uso della spazzatura come mezzo artistico. Plastica, acciaio e oggetti di recupero sono i tre elementi base dei “Quattro Cavalieri dell’Apocalisse” di Anthony Heywood. Un messaggio tetro per la Terra che vuole spingere tutte le persone a cambiare il proprio stile di vita.

Grandi immagini di animali che hanno perso il loro habitat o macciati dall’estinzione sono invece i soggetti preferiti di Bordalo II. L’artista delle strade di Lisbona è passato, infatti, dai graffiti alla scultura monumentale. Creature di dimensioni epiche che appaiono nei vicoli in rovina delle grandi città. Opere a partire da materiali di scarto, rifiuti raccolti per strada, pezzi di auto abbandonate, e tutto ciò che la città dimentica in aree abbandonate.

Si ricollega intuitivamente al riciclo e all’utilizzo delle materie prime Crush, titolo della personale del 2018 e termine che descrive la tecnica principale per la creazione delle opere di Fabio Ferrone Viola. L’artista romano ha fatto dello schiacciamento delle lattine, in primis, ma anche di bottoni e di altro materiale di scarto la propria firma artistica. Una mostra diventata presto un manifesto globale per la sua capacità di raccontare la globalizzazione attraverso la rappresentazione stessa del consumismo. Condividi con lo staff di Teelent i nomi degli eco_artist più significativi per te. Aiutaci a scoprire l’arte che fa davvero bene al pineta.

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