L'ARTE A SERVIZIO DEI DIRITTI CIVILI | Teelent |Blog

L’ARTE A SERVIZIO DEI DIRITTI CIVILI

Tranquilli. L’originale Rainbow Flag, disegnata dall’artista e attivista Gilbert Baker nel 1978 su richiesta di Harvey Milk icona del movimento di liberazione sessuale, è oggi al sicuro nella collezione d’arte del Moma di New York.

Ormai tutti sanno che giugno è il Pride Month, il mese in cui si promuovono i valori di libertà, rispetto e inclusione della comunità LGBTQ+. Ma perché proprio il mese di giugno? Perché nella notte tra il 27 e 28 giugno 1969, la polizia fece irruzione allo Stonewall Inn, trai locali gay più famosi di New York nel Greenwich Village. E quella è diventata la data simbolica della nascita del movimento di liberazione gay in tutto il mondo.

Un mese importante in cui sono davvero infinite le iniziative dei brand che celebrano questo mese. Il fashion system si è buttato a capofitto con collezioni e collaborazioni ad hoc. Speriamo solo che l’aspetto commerciale sia solo da supporto finanziario a progetti di uguaglianza e non diventi invece una sorta di festival commerciale fine a sé stesso. Il rischio è dietro l’angolo.

Non lo è invece per l’arte. Instagram è uno degli strumenti in cui l’arte scorre e si diffonde più velocemente. Siamo andati a caccia di giovani artisti che hanno taggato le proprie opere con gli hashtag #Pridemonth e #PrimeMonthArt.

Tra le prime artiste che l’algoritmo segnala c’è @silfraen.

Molto interessante la sua Europa trasmutata in una sorta di dea che recita il motto United in diversity.

Si ispirano invece al concetto Love is Love le illustrazioni di @simplisticprintsau.

@Lava_art, studentessa in animazione, per il Pride Month trasforma i protagonisti Adam & Steve in due cartoon.

@brushesandbrains, invece, punta tutto, sulla mano di Dio che si protrae verso quella di Adamo in primo piano sulla rainbow flag.

Hanno, invece, l’aspetto di tristi demoni i personaggi LGBTQ+ di @negativefriday.

Sono quasi una quartina i mandala ispirati al mese della libertà sessuale disegnati da @mandalasharing_page.

Da @letteringlyricstiktok la bandiera arcobaleno è diventata un manifesto da appendere e ricordare quando serve.

E poi ci sono i grandi artisti del passato. Molti di loro hanno ideato opere e scolpito statue per sensibilizzare gli art lovers alla normalità della omosessualità. Si va dagli affreschi con due uomini sul triclinio in atteggiamento amoroso ritrovati nella Tomba del Tuffatore di Paestum datate 480 avanti cristo ai poster Querelle del 1982 di Andy Warhol.

In mezzo, il Canova con la scultura delle tre Grazie del 1812, o ancora i nudi femminili del 1932 a opera di Tamara de Lempicka.

Senza dimenticare la Lezione di chitarra di Balthus. Insomma, come sempre, l’arte è l’unico strumento creativo realmente efficace a parlare alle anime delle persone. Il merito va alla sensibilità e allo studio degli artisti.

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..Un gruppo di creativi indipendenti che amano sognare ad occhi aperti. Persone del mondo che hanno consumato strade di inchiostro, colori, idee traducendole in “comunicazione”

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