La scrittura come forma d’arte e di preghiera per raccontare attraverso le linee emozioni e valori
Tu. Sì, tu che a 40 anni o forse di più non hai ancora deciso cosa farai da grande. Oppure tu che sei appena andato in pensione e non hai idea di come riempire le tue giornate. E quindi anche tu, che neanche ventenne hai la gobba da smartphone. Avete mai pensato di poter diventare Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco? Sarebbe una bella opportunità. Ecco perché vogliamo parlare di calligrafia.
La calligrafia è l’arte della scrittura ornamentale. In un mondo digitalizzato che ha dimenticato l’uso della scrittura in corsivo, quest’arte nata nel Rinascimento italiano vive e si moltiplica come un virus grazie, inverosimilmente, al web. Basta digitare Modern Calligraphy o semplicemente Calligrafia per trovare gli eserciziari e i tutorial dei più importanti calligrafi d’oggi. Trai più blasonati c’è Paul Antonio. Un aggettivo utilizzato in maniera puntuale dato che Sir @pascriobe, questo il suo account su Instagram, è nientepopodimeno che lo scrivano della Casa Reale Inglese. Infinite le sue collaborazioni con i brand del lusso. Per reperire altre star calligrafiche c’è l’associazione Calligraphy Master fondata da Milen Balbuzanov. Riunisce online i più bravi scribi del mondo. Molti anche i testi. Trai meglio recensiti Goodtype: the Art of Lettering. Qui si possono trovare le idee e gli stili degli artisti che utilizzano le lettere al posto dei soggetti tradizionali. Tra loro Seb Lester, Adam Vicarel e anche l’italiano Daniele Tozzi. Se invece, come spero facciate, volete trasformare l’head lettering in una professione allora forse vi conviene esercitarvi con i quaderni di Molly Suber Thorpe e Eleanor Winters. Li trovate su Amazon. Non dimenticate di prendere un foglio di carta, dei pennini, una cannuccia multiuso e inchiostro, più una discreta dose d’impegno. La calligrafia è anche una forma di meditazione: il suo ritmo rallenta i pensieri e la respirazione.
Non a caso nell’Oriente islamico l’arte della calligrafia è considerata un dono rivelato all’uomo da Dio. Ventotto lettere scritte in corsivo da destra a sinistra che hanno preso il posto dell’arte figurativa considerata una forma d’idolatria. Ecco perché la calligrafia araba è diventata il principale mezzo di espressione artistica nelle culture islamiche.
E cosa c’entra tutto ciò con l’Unesco? La calligrafia araba è diventata Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Quindi per processo osmotico chi la pratica è lui stesso portatore sano di questo patrimonio. Bello vero?
Sono molti gli artisti contemporanei ad aver abbracciato quest’arte araba. Trai più significativi c’è El Seed, @elseed su Instagram con 160 mila follower. Oltre ad aver portato la sua arte nel mondo toccando Nepal, Emirati Arabi, Islanda, USA, Tunisia e molte altre mete, nel 2021 ha esposto le sue opere alla galleria Patricia Armocida di Milano. Prima di lasciare l’Italia una sua scultura è stata esposta per diverse settimane proprio davanti al Duomo come simbolo di condivisione dell’amore. Sebbene abbiano esposto nella stessa galleria milanese, lo storytelling di Luca Barcellona (@lucabarcellona) è differente. Da calligrafo star con le sue performance social attualmente i suoi calligrammi hanno preso la strada della pittura.
Per scoprire altri artisti internazionali vi basta andare su Pinterest e mettere come chiave di ricerca arabic calligraphic paintings: migliaia di opere d’arte appariranno davanti i vostri occhi.
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