Trovo che ci siano due modi per godere di una mostra. La prima è avvicinarsi, osservare e lasciarsi trasportare dalle emozioni. Io la chiamo modalità cruise control. Come con il pilota automatico di una vettura, veleggio tra le opere lasciandomi trasportare dalle forme e dai colori. A questa modalità che fa bene all’anima, quando mi è possibile, aggiungo quella ragionata. L’unico modo per accedere a questa seconda forma di fruizione dell’arte è, però, la conoscenza.
Conoscere l’autore è fondamentale. Cogliere elementi del suo carattere e capire le difficoltà che la vita gli ha sottoposto sono elementi necessari per dare una lettura dell’opera più forte e sincronizzata. Ecco perché, prima di andare a vedere le postcart di Nym sulla galleria virtuale Kunstmatrix è bene disegnare il profilo dell’artista che alza la testa alla pronuncia di questo pseudonimo.
Cristina Maggio diventa NYM in un periodo burrascoso della sua vita. Un qui e un dove nei quali aveva perso (quasi) ogni interesse artistico. NYM è l’acronimo di Nothing, You e Matter.
Tre parole da prendere singolarmente come sintesi del pensiero che le ha dato l’energia di percorrere questa strada. Parole che l’hanno aiutata a ritrovarsi portandola oggi a realizzare tante piccole soddisfazioni.
La scelta di utilizzare l’iniziale di queste tre parole a formare l’acronimo di NYM è quanto mai giustificata. Un nome che protegge una personalità creativa simile a una fiamma. «Ci sono periodi in cui quella fiamma è un incendio, racconta NYM, e periodi in cui ci sono solo braci, ma penso che sia impossibile estinguere questa energia in un creativo. Ecco perché non farei una distinzione tra NYM e Cristina, ma solo tra periodi in cui mi sento più un incendio e altri in cui sono come un tizzone ardente!»
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