È appena il 31 ottobre la 16a edizione di Milano Photofestival, la rassegna milanese di fotografia d’autore. La natura e la città, segni di un tempo nuovo è il tema di questa expo di immagini, posticipata per la seconda volta dalla primavera all’autunno.
Uno spazio fisico e digitale promosso da AIF–Associazione Italiana Foto & Digital Imagini – per stimolare la riflessione sui nuovi paradigmi che si stanno proponendo nei rapporti tra le attività umane e il mondo naturale.
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Immagini che hanno cercato di sottolineare come solo la crescita della consapevolezza sulla tutela della biodiversità possa salvare il nostro futuro. Scatti capaci di immortalare il profondo ripensamento del rapporto tra il volume del costruito e le superfici verdi e rinaturalizzate. Temi ancora più rilevanti alla luce dei vasti programmi di riqualificazione di interi quartieri della città meneghina. Come occasione di ripresa, questa edizione ha permesso a galleristi, fotografi, operatori del mondo della fotografia di incontrare fisicamente gli appassionati negli spazi espositivi.
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La politica culturale del festival, da sempre inclusiva, ha previsto lo sviluppo del circuito non solo negli ambiti ufficiali di gallerie, musei e biblioteche; primo fra tutti il Palazzo della Fotografia di Photofestival, lo storico Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano in cui hanno avuto luogo tre mostre. Si parte dalla collettiva The Horizon We Look At di Fondazione 3M che ha visto esposte le fotografie simbolo dei diciassette obiettivi del progetto di sviluppo sostenibile voluto dall’Onu. Si è proseguito con la mostra Un’intima conversazione di Alberto Bregani: un viaggio silenzioso e autentico alla scoperta dei paesaggi montani. Infine, le mascherine come simboli di protezione sono state al centro delle due ricerche di Roberto Polillo e Massimo Facchinetti nel progetto fotografico Coincidenze temporali.
Il palinsesto espositivo ha affiancato alle proposte dei galleristi quelle di produzione Photofestival. Grandi autori anche internazionali e talenti emergenti, nella convinzione che sia indispensabile il confronto fra linguaggi e la necessità di dare spazio a chi abitualmente ha difficoltà a trovarne. Tra le presenze di peso ci sono Mario Testino, Maurizio Galimberti, Michael Dressel e Sandro Miller. Immagini anche dal passato con i lavori di Tina Modotti, Nadar e Giovanni Verga. La sua mostra, Giovanni Verga scrittore fotografo, a cura di Fondazione 3M, ha visto esposte presso la Galleria Civica di Monza circa 50 foto scattate dallo scrittore dal 1887 al 1902. Si è trattato di riproduzioni digitali dalle lastre di vetro originali utilizzate dall’autore, essendo andate perdute le stampe d’epoca realizzate dallo stesso Verga. Ma Photofestival ha scommesso anche su autori emergenti come Kim Dupond Holdt e Claudio Comito.
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