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QUELLA VOLTA CON VINCENT

Data l’età di Charlotte Le Bleu, all’anagrafe Carlotta Sangaletti, il titolo potrebbe millantare un incontro con l’attore Vincent Cassel, nonché ex marito di Monica Bellucci. Invece no. Stiamo parlando proprio di Vincent VanGogh. Forse sarebbe meglio dire di come un libro sul grande maestro l’abbia intrappolata nell’arte. Sì, perché quella dell’artista non è un lavoro. E nemmeno una vocazione. È più un’indagine, a tratti poliziesca, in una dimensione diversa dalle persone che ami.

Esperienze sempre nuove che solo attraverso le immagini interpretate dall’artista possono comunicare con il qui e l’ora di chi passa al suo fianco. Difatti, il disegno e l’illustrazione per Charlotte Le Bleu rappresentano delle necessità. «È il modo migliore per descrivere le mie emozioni. Non sono mai stata molto brava con le parole, e disegnare è il miglior modo per esprimermi e far capire alle persone ciò che provo e sento. Ho iniziato da bambina, quindi è un po' come se fosse un’abitudine diciamo.»

Se quel libro di VanGogh, regalatole dalla zia quando ancora (non) andava all’asilo, l’ha indirizzata verso un milieu artistic, il come è tutto in divenire. «Il mio stile è cresciuto e cresce con me. Come dico sempre è un agglomerato di me, di mie esperienze e studi, quindi la sua evoluzione è dovuta a ciò che ammiro e a ciò che scopro. Mi piace molto sperimentare. Sono alla costante ricerca di nuove esperienze, nuove tecniche espressive. Al momento ho ripreso a lavorare con i colori a olio e sto studiando come creare al meglio delle illustrazioni con inchiostri. Sperimentare è forse la parola chiave per creare una formazione ideale, altrimenti si rimane statici, e a me la staticità non piace per nulla perché sono una persona molto curiosa.»

Su Instagram ha appena iniziato un nuovo progetto in cui come Charlotte Le Bleu racconta gli artisti e i movimenti che l’hanno ispirata e l’hanno portata al suo stile. Una mano colorata, tant’è vero che è lei stessa ad ammettere l’ossessione per i colori. «Ogni volta che visito una mostra o un museo sono la classica persona che si avvicina moltissimo all'opera d’arte (ovviamente entro il limite di sicurezza) per capire la texture del colore e ogni singola pennellata data. Prendo sempre appunti mentre guardo delle opere d’arte, sia scritti che figurativi. L’ultimo museo che ho visitato è stato alla GAM di Milano e mi sono sbizzarrita a prendere appunti sui dettagli delle opere che più mi piacevano, per esempio le texture di qualche abito o di qualche tappeto. Prendo anche appunti sulle combinazioni di colori che mi colpiscono».

Dalla fissa dei colori a quella per le figure femminili. «Banalmente mi affasciano le forme sinuose, al contrario delle forme più rigide, definite e scultoree della figura maschile. Ho comunque sempre disegnato donne, anche da bambina. Forse perché sono cresciuta solo ed esclusivamente in mezzo a donne, donne e donne. Comunque, sto imparando anche a includere più uomini perché sono sempre più richiesti. Quindi niente panico.»

Richieste che non provengono necessariamente dal mondo dell’arte, sebbene l’arte dia loro molto. «Se parliamo di novità, beh, la pandemia mi ha permesso di farmi conoscere di più e quindi di trovare lavori che non mi sarei mai immaginata di fare.» E continua: «Progetti in corso al momento sono tanti e ne sono super entusiasta. Non so nemmeno se ho il permesso di elencarveli tutti. Sicuramente posso parlarvi del progetto di creazioni di carte da parati con il brand Kartemisia Wallpapers. Un altro brand con cui sto lavorando è Pineider. Al momento loro mi stanno stimolando tantissimo con i loro prodotti, tra cui carte pregiate e penne stilografiche di altissima qualità e inchiostri, quindi mi sto dando alla sperimentazione. Un progetto che sta andando molto bene è anche quello dei Tarocchi. Sto reinterpretando tutti e 22 gli arcani maggiori per poi crearne un mazzo, mentre Toro&Moro crea t-shirt e shopper con queste grafiche. Sono una vera bomba oltretutto.

A differenza di molti artisti che si concedono solo la purezza dell’opera d’arte a discapito delle proprie finanze, Carlotta Sangaletti abbraccia con entusiasmo l’impurezza del lavoro su commissione. In fin dei conti si tratta pur sempre di forme espressive che le appartengono. «Progetti futuri, anche questi sono tanti e scoppio di gioia, solo che non posso dire molto. Ho creato per due brand di cosmesi delle illustrazioni che utilizzeranno per le loro box di Natale. Bisognerà aspettare almeno la fine dell’estate per vederli. Forse a settembre uscirà qualcosa creato da me e Carta Bianca. Vi posso solo dire che sarà un quadernino interattivo. Sempre con lei ho in progetto qualche chicca sempre per Natale -anche se pensare al Natale con questo caldo mi uccide. In più usciranno tre nuove collaborazioni con Gian Paolo Fantoni gioielli, Daniele Lepori shoes e Aspetta e Vedrai gioielli. Vi posso solo spoilerare questo e niente di più. Anzi probabilmente mi sto dimenticando qualcosa ma comunque non potrei dire niente al momento, quindi poco male.»

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