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RAINBOW VILLAGE

La lezione del veterano che con i suoi dipinti ha salvato il proprio villaggio

L’happy and di Huang Yung-fu ha fatto il giro del mondo. Se non fosse stato ripreso dalle maggiori testate internazionali (qualcuno avrà verificato la notizia) si potrebbe addirittura pensare a una false news o meglio alla sceneggiatura di un film della Walt Disney.

Un ex combattente dell’esercito nazionalista del Kuomintang (il partito Nazionalista cinese) alla fine della Guerra civile cinese scappa a Taiwan e si rifugia in uno dei tanti villaggi militari sparsi per tutta l’isola. Qui vive la sua vita. Ma i villaggi diventano sempre più fatiscenti. Molti veterani lasciano le case aiutati dai piani di ricollocazione del governo. Lui no. lI soldato Huang Yung-fu, ormai vecchio non vuole lasciare il luogo in cui hanno dimora i suoi ricordi. Così, per evitare che le ruspe spianino le ultime case rimaste ancora in piedi, inizia a dipingerle con una serie di personaggi fantastici.

Nell’arco di poco tempo, con il suo pennello e i suoi colori Huang Yung-fu, ormai novantatreenne, ridà vita al vecchio villaggio. Il tam-tam è rapidissimo. Il villaggio diventato un’icona naif viene ribattezzato «The Rainbow Village». Attualmente è la principale attrazione turistica del distretto di Nantun nella città di Taichung.

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Una storia incredibile che mostra senza dire esplicitamente, come nei migliori romanzi, le tante virtù dell’arte. La prima lezione da apprendere, anzi da appendere e tenere sempre sotto gli occhi è l’atemporalità del talento e dell’arte. Non importa che tu sia un giovane o un anziano. Non è determinante avere una carriera di artista per essere un artista.

Probabilmente Huang Yung-fu lo è sempre stato, almeno a livello potenziale. Alla fine, la necessità, il bisogno, forse anche la disperazione lo hanno spinto ad agire, mostrando al veterano il perché era necessario realizzarsi anche come artista. Salvare sé stesso, il proprio villaggio, la propria storia. L’arte esercitata a tarda età offre emozioni e soddisfazioni alla pari degli altri momenti della vita.
Quindi cosa aspetti a regalarti o a regalare una tela, delle tempere e dei pennelli alle persone a cui tieni particolarmente. Il primo a ricevere questo dono sei tu. Ben fatto è decisamente meglio di ben detto. Huang Yung-fu avrebbe potuto chiedere aiuto a tanti artisti per dipingere le case del suo villaggio. Se si fosse limitato a pensare cosa fare, probabilmente il villaggio non esisterebbe più.

L’azione vince sull’intenzione di fare qualcosa. L’azione con la sua fatica vince sull’immobilismo che colpisce tantissimi anziani come i giovani.

L’arte è lei stessa conservativa. Grazie a questa operazione, Taiwan ha ancora un esempio dei villaggi (pensati come temporanei) per ospitare i soldati dell’esercito nazionalista del Kuomintang impegnati nella guerra civile terminata nel 1950 per combattere le truppe comuniste nella Cina continentale.

Ultima lezione, quella impartita dal filosofo bulgaro Todorov, è che, come al solito, la bellezza salverà il mondo. Direi che la storia del vecchio Huang Yung-fu è l’ennesimo esempio di quanto questa frase sia vera e reale.

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