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(RI)SCOPRIRE I “PAESI MUSEO” PER UN’ESTATE DIFFERENTE

Causa Covid-19, questa estate sarà differente dalle passate. Un’ottima idea alternativa alla tradizionale spiaggia potrebbe essere visitare i «paesi museo»: poca folla in rispetto della distanza sociale, e il riconoscimento di valore a quelle opere dell’ingegno umano che godono della luce del sole tutto l’anno.

Hai mai sentito parlare di paese museo? Se mettiamo insieme le definizioni dello Zanichelli, un paese museo potrebbe essere «un territorio piuttosto esteso, generalmente abitato e coltivato in cui sono raccolti, ordinati e custoditi oggetti d'interesse storico e artistico».
Sono diversi i paesi in Italia che corrispondono a questa definizione.

Il primo –con giusta ragione– auto dichiaratosi paese museo è San Sperate. Si trova a venti chilometri da Cagliari ed è famoso per i suoi murales e le pietre sonore. San Sperate è uno dei centri agricoli più produttivi della Sardegna ed è popolato da oltre ottomila abitanti.
Quindi la prima parte della definizione è rispettata.

Per ottemperare alla seconda parte, ti basti sapere che nel 1968, l’artista Pinuccio Sciola concepì il progetto di trasformare il paese in un laboratorio di creazione cui aderirono e contribuiscono artisti locali, italiani e stranieri. Un processo proseguito negli anni tanto che centinaia di colorati murales adornano le vie raccontando storia, tradizioni rurali e vita della comunità. Infine, nel giardino megalitico, in omaggio all’artista sansperatino, sono esposte le pietre sonore di Sciola, sculture che evocano con il loro suono suggestioni ancestrali.

Sempre in Sardegna, questa volta nella provincia di Sassari troviamo il paesino di Buddusò. Lui deve parte del suo splendore al Simposio internazionale di Scultura iniziato nel lontano 1984 proprio a Buddusò.

Il ventennio in cui si svolse il Simposio ha lasciato in dono al paese lo splendido Museo d’Arte Contemporanea.
Qui sono custodite le opere lignee vincitrici dei vari Simposi. Mentre le opere realizzate in granito sono dislocate nelle vie, nelle piazze e nei giardini del paese. Questa peculiarità rende il paese un vero gioiello museale da visitare.

A fregiarsi della qualifica di paese museo è anche Buscemi, un piccolo paesino in collina in provincia si Siracusa. Buscemi è nota per il suo itinerario etno-antropologico considerato un esempio particolare in Europa. Comprende nove unità museali disseminate in tutta la località.

E poi c’è il paese museo en plaid air di Mezzano di Primiero, trai borghi più belli del Trentino. Questa località ha trasformato in arte le tradizioni e in storie da raccontare i ricordi delle vite contadine di pochi decenni fa.

Qui, s’intrecciano le architetture, i dipinti murali, le antiche iscrizioni, le fontane, gli orti e le cataste artistiche di legname. La prova che sia un paese museo? Se suoni la campanella che trovi su una sedia rossa, arriva un abitante del paese a farti da cicerone.

Sono davvero tanti i paesi museo del Belpaese.
Per scoprire tutti gli altri è sufficiente cercare sul web la parola chiave “paese museo”.

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