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Teelent Art: Missione Luna Blu

L’arte di costruire un futuro: dalla pasta alla pittura, guidati dalla Luna.

C’è un vecchio proverbio italiano che recita:

“Chi vuol pane, visiti la luna in crescente.”


Ahahaha quanto è premonitrice la nostra tradizione. Infatti stiamo per parlare proprio della luna e del pane quotidiano… Più precisamente parliamo dei Ragazzi della Luna Blu, la cooperativa che, dal 2015, ha come scopo l’accoglienza e la formazione professionale di giovani donne e giovani uomini con disturbi dello spettro autistico.

La Fondazione il Domani dell’Autismo a cui risponde la cooperativa si pone l’obiettivo di strutturare un fondo patrimoniale forte abbastanza da permettere di dare aiuto, supporto e assistenza ai ragazzi soprattutto quando le rispettive famiglie non potranno più occuparsene. Per questo motivo è diventato fondamentale insegnare loro una via di sostentamento, un’occupazione e una professione che li aiuti a raggiungere una forma di autonomia adeguata, regalando loro anche grandi soddisfazioni personali e motivi di orgoglio.
Si contano ad oggi diverse strutture come bar, ristoranti e residenze che accolgono e impegnano questa preziosa fonte di mano d’opera.

I RAGAZZI DI LUNA BLU / Momenti dall’evento ONDE

FRANCESCO MUNARI / PD 2017 | Visioni Straordinarie

Nel giugno 2024 li abbiamo visti impegnati in un particolare evento intitolato ONDE. Perché lo definiamo particolare? Semplicemente perché osservandolo con attenzione (ma neanche troppa) ci possiamo accorgere di quanto arti, competenze, eccellenze, viaggi e progetti hanno la capacità di toccarsi e intrecciarsi fino a consolidare ciascuna di queste realtà l’una con il supporto dell’altra.

Una serata davvero magica organizzata nella location del Castello Canevaro di Zoagli in cui I Ragazzi della Luna hanno messo in campo le proprie competenze e hanno cucinato e servito la loro pasta artigianale in una cena arricchita da alcune eccellenze italiane come la focaccia al formaggio della Manuelina di Recco o il miglior pesto d’Italia di Rossi 1947. Ma veniamo a noi! Com’è che Teelent Art è sempre in mezzo come il prezzemolo in cucina? Beh è limpido agli occhi di tutti che la cucina è un’arte e mai come in queste occasioni viene svolta con passione e dedizione e soprattutto serve a trovare una propria identità e una nuova autonomia. I Ragazzi della Luna hanno messo la propria creatività al servizio di una serata organizzata per mostrare competenza e maestria ma soprattutto per raccogliere fondi e spargere come il pangrattato sulle cozze gratinate la consapevolezza dell’importanza della Fondazione.

Ma dove c’è creatività e passione c’è anche Teelent Art che seguendo quel profumino si è subito fatta portavoce e organizzatrice di un evento nell’evento.

Infatti quella sera, al chiaro di luna nella preziosa cornice del Castello di Zoagli espone le sue opere anche un giovane artista di Teelent Art: Francesco Munari, nome d’arte FRA; segni particolari: due grandi occhi azzurri e disturbi dello spettro autistico. Le opere di Fra Munari oscillano tra l’astrattismo e la rappresentazione figurativa ma rarefatta dei Macchiaioli, ha un tratto deciso e coglie il dettaglio pur utilizzando pennellate ampie e piene di colore. Non lo spaventa il momento in cui una tonalità si incontra e si mescola irrimediabilmente con un’altra ma lo osserva e lo integra nell’opera perché ormai ne è parte.

Dal suo modo di agire e di rappresentare la realtà si potrebbero trarre insegnamenti e punti di riflessione capaci di coinvolgerci in discussioni stimolanti ed eterogenee. Ad esempio lo stesso Fra descrive il suo essere artista una cosa indispensabile ed inevitabile perché è l’unico modo che ha trovato, nonostante un diploma e ben due lauree, di rappresentare la realtà fuori e dentro di sé. Lui stesso dice: “L’arte è l’ultimo luogo dove ci possiamo esprimere liberamente”.

I RAGAZZI DI LUNA BLU / Foto di gruppo con il fondatore Alberto Brunetti

Allora perché siamo qui a snocciolare motivi, a cercare conferme o elencare supposizioni che L’ARTE SERVE? Semplicemente perché ne abbiamo bisogno, perché dobbiamo ritrovare il concetto di bellezza e di libera espressione in un turbinio quotidiano che ci tiene ancorati a questo mondo fatto di doveri. Perché tanto è un attimo che l’arte si manifesta nelle mani che mescolano acqua, uova e farina per farne una pasta tornita e definita, ruvida e gustosa, racchiusa in una confezione disegnata e curata nel minimo dettaglio. È un attimo che l’arte si trova nella scelta grafica di quel colore e di quella font che costantemente incontriamo e che ci permette inconsciamente di riconoscere il brand de I Ragazzi della Luna.

È un attimo che l’arte di apprendere un mestiere nutre la possibilità di un futuro indipendente e autonomo per tutti. Insomma, è un attimo che in un mondo di doveri Teelent Art dice che basta alzare gli occhi alla luna per scorgere l’arte che serve… a tutti!

Articolo di Cristina Calvia

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