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TIPS SULLA FOTOGRAFIA

Troppo spesso i fotografi alle prime armi confondono la macchina fotografica con un fucile e il risultato sono una serie di fotografie monotone dove i soggetti sono messi tutti rigorosamente al centro come se dovessero sparargli più che fotografarli.

CIAO! Sono Mauro Martignoni, fotografo professionista e oggi voglio svelarti un segreto...

Avete presente quando tra amici vi dicono “Ah tu che sei fotografo, ti faccio vedere le mie foto delle vacanze e mi dici cosa ne pensi...” e senza accorgervi vi trovate in mano un album di 200 foto tutte con un taglio abbastanza insignificante e monotono. Non è certo per farne una colpa a questi fotografi alle prime armi, anzi, tutti ci siamo passati, eppure basta veramente poco per migliorare nettamente la composizione, e creare immagini più piacevoli e interessanti.

La regola fondamentale da imparare si chiama “REGOLA DEI TERZI” e deriva dall’arte pittorica. Gli impressionisti infatti ne facevano largo uso per creare dinamismo e a dire la verità la regola fu creata molti anni prima da Leonardo da Vinci già nel Cinquecento ed è tutt’oggi valida in tutte le arti visive, quindi sia in pittura che in fotografia.

MA IN COSA CONSISTE QUESTA REGOLA DEI TERZI? Dividete idealmente il fotogramma in tre aree orizzontali e verticali e poi componete l’immagine inserendo il soggetto principale in corrispondenza di una delle 4 intersezioni, chiamate anche PUNTI DI FORZA.
Questo crea una composizione decisamente più efficace e piacevole. Il soggetto, in questo caso il casolare, è stato messo in corrispondenza di un punto di intersezione, e l’orizzonte in corrispondenza della linea in alto (ma questo è un altro consiglio, non anticipiamo i tempi).

METTIAMOLE A CONFRONTO: Qui potete notare la diversità di sensazione che trasmette un’immagine con il soggetto posizionato secondo la REGOLA DEI TERZI e una con il soggetto al centro. Dopo aver composto l’immagine all’interno del mirino della vostra macchina fotografica o il vostro cellulare, il passo successivo è la messa a fuoco, non importa se utilizzate questa funzione in manuale o in autofocus, ricordatevi sempre che il fotografo siete voi e quindi voi dovrete scegliere cosa mettere a fuoco e cosa volete che invece risulti sfocato. Se si tratta di un ritratto o anche semplicemente la foto di un animale, non avete molta scelta, il punto da mettere assolutamente a fuoco sono gli occhi. Infatti, le labbra e il resto del viso possono essere anche sfocati, ma gli occhi no in quanto l’attenzione di chi guarderà la vostra foto in automatico si posizionerà sugli occhi come elemento chiave ed una sfocatura degli occhi verrà inconsciamente percepita negativamente.

Volete una prova?
Provate a guardare la foto e vi accorgerete che anche senza volerlo dopo una frazione di secondo il vostro sguardo sarà concentrato sull’occhio. Che strano, il soggetto della mia foto non era l’occhio della ragazza, ma bensì la bocca, eppure l’attenzione di chi osserva cade sull’occhio inevitabilmente.

Non ne siete ancora convinti??? Provate allora a guardare la foto a destra dove con Photoshop ho volutamente sfocato l’occhio e lasciato il soggetto a fuoco. Osservatela bene, non vi da una sensazione di fastidio? Ora vi faccio una domanda per svelarvi un altro piccolo segreto e vedere se siete stati attenti: Abbiamo appena convenuto che in un ritratto l’occhio diventa inevitabilmente “il soggetto nel soggetto” e quindi cosa dovremo fare, oltre naturalmente a metterlo a fuoco? Un piccolo aiutino, vi ricordate la regola dei terzi? Provate a ricomporre l’immagine posizionando l’occhio del soggetto ritratto in uno dei 4 punti di forza, avrete così creato un immagine più piacevole. In questa sede non entrerò nel merito tecnico su come impostare il diaframma, però, parlando di messa a fuoco, non posso non accennare alla “profondità di campo” che viene intesa come la distanza davanti e dietro al soggetto principale che appare nitida. Per ora mi limiterò a dirvi che aprendo il diaframma si otterrà una più ridotta profondità di campo, mentre chiudendolo la profondità di campo aumenterà. Questo è valido con una macchina fotografica, ma anche con un cellulare, perché anche col cellulare si può scattare in manuale e controllare il diaframma.

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su di NOI..

..Un gruppo di creativi indipendenti che amano sognare ad occhi aperti. Persone del mondo che hanno consumato strade di inchiostro, colori, idee traducendole in “comunicazione”

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