TRASGRESSIONE O MARKETING?

Le performance e le installazioni provocatorie così come alcune opere d’arte inserite nei musei senza autorizzazione esprimono davvero una posizione artistica, al limite politica come sfida alle tradizionali convenzioni dell’arte, oppure si tratta di puro marketing alla ricerca dei 15 minuti di notorietà come teorizzava Andy Warhol?

A partire dal 2003, l'artista inglese Banksy ha creato una serie di opere d'arte e le ha appese senza autorizzazione in alcuni dei più importanti musei di Londra e New York. Le opere d'arte erano schizzi su cartoncino, che Banksy aveva prodotto con la tecnica dello stencil e che raffiguravano scene comiche e satiriche. A Londra, Banksy ha introdotto le sue opere al British Museum, alla Tate Britain, alla National Gallery e al Natural History Museum. A New York, ha appeso le sue opere al Metropolitan Museum of Art, al Museum of Modern Art, al American Museum of Natural History e al Brooklyn Museum. Banksy ha dato forma alle sue opere e le ha appese alle pareti con l'aiuto di adesivi. Le opere sono state esposte per diverse ore, senza che nessuno si accorgesse della presenza dell'artista. Nel 2005, Banksy ha inaugurato la mostra Crude Oils ospitata all'interno di un piccolo negozio al 100 di Westbourne Grove a Notting Hill a Londra. La particolarità? Era occupata da 200 topi vivi e liberi. Nei libri di storia dell’arte si dirà che le azioni di Banksy sono state una critica alla natura elitaria del mondo dell'arte e dei musei, e ha suscitato un grande interesse da parte dei media e del pubblico. Ancora oggi, l'artista continua a sfidare le convenzioni del mondo dell'arte e a esplorare nuove forme di espressione. Come è facile pensare, Banksy non è stato certo il primo a utilizzare la trasgressione per comunicare la propria arte. Nel 1917, Marcel Duchamp ha presentato una fontana come opera d'arte in una mostra a New York. La fontana era un semplice orinatoio firmato con lo pseudonimo "R. Mutt". Questo gesto provocatorio ha scatenato un dibattito sulla natura dell'arte e sulla sua relazione con la quotidianità. Passano i decenni, e la tecnica si affina. Nel 1965, l'artista giapponese Yoko Ono ha eseguito una performance chiamata Cut Piece, durante la quale si è seduta immobile al centro di una sala della Carnegie Recital Hall di New York mentre il pubblico veniva invitato a tagliare pezzi del suo vestito con le forbici. L'opera rappresentava una critica alla violenza e alla brutalità della società.
Qualche rischio in più se l’è preso Marina Abramović nel 1974 con Rhythm 0. In quella occasione l'artista serba ha presentato una performance alla Galleria Studio Morra di Napoli, in cui si è posta in uno spazio vuoto, offrendosi al pubblico come un oggetto inanimato. Gli spettatori erano liberi di fare ciò che volevano con l'artista, usando oggetti che le erano stati forniti, come una piuma, una rosa, una pistola o un coltello. La performance è durata sei ore ed è stata interrotta solo quando uno spettatore ha messo una pistola carica in mano all’artista con il dito posto sul grilletto. Questo lavoro ha attirato l'attenzione internazionale sulle performance corporee e sul ruolo del pubblico nell'arte.
Del brio c’è stato anche negli anni 80. Nel 1986, per precisione, l'artista francese Michel de Broin ha installato una fontana in un museo di Montreal, Canada, senza autorizzazione. La fontana era formata da una serie di lavandini, ma al posto di scaricare l'acqua, emetteva un getto di luce che illuminava la stanza. E poi, ci sono alcuni gesti che ancora oggi chiedono a gran voce un perché. Nel 2007, l'artista australiano Kym Greeley ha realizzato un dipinto falso di Brett Whiteley intitolato Blue Lavander Bay e ha organizzato una mostra in una galleria australiana esponendo l’opera per 2 settimane. Solo alla fine ha rivelato che l’opera non era un originale. Ben diverso il gesto artistico (?) di Ai Weiwei con la performance Dropping a Han Dynasty Urn. Nel 1995, l'artista cinese Ai Weiwei ha documentato un'opera in cui ha lasciato cadere e distrutto un'antica urna della dinastia Han. L'opera rappresentava una critica alla distruzione del patrimonio culturale cinese e ha suscitato molte controversie. Meno disruptive è stato Tracey Emin con My Bed. Nel 1999, Tracey Emin ha presentato la sua installazione My Bed alla Tate Gallery di Londra. L'opera consisteva nel suo stesso letto disordinato, con indumenti intimi, bottiglie vuote, preservativi e altri oggetti personali sparsi intorno. L'installazione ha scatenato un dibattito sulla natura dell'arte e sulla sua relazione con la vita privata dell'artista.

L’elenco di gesti trasgressivi continua con Santiago Sierra in 250 cm line tattooed on six paid people. Nel 2000, Santiago Sierra ha presentato una performance al Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, in cui ha tatuato una linea di 250 cm sulle schiene di sei persone pagate. La performance ha suscitato un dibattito sulle condizioni di lavoro precarie e sul ruolo dell'artista come agente politico. Nel 2004, l'artista francese Pierre Pinoncelli ha esposto un'opera vandalizzata nel museo d'arte contemporanea di Nimes, in Francia. Durante l’inaugurazione della mostra, Pinoncelli aveva vandalizzato una fontana di porcellana creata dall'artista cinese Huang Yong Ping e poi ha esposto i frammenti del pezzo danneggiato come una sua opera d'arte intitolata L'Art abstrait, c'est de la merde. E per la serie A volte ritornano, nel 2010, con la performance artistica The Artist is Present Marina Abramovic ha trascorso 736 ore seduta su una sedia al Museum of Modern Art di New York, con il pubblico che poteva sedersi di fronte a lei e guardarla negli occhi. L'opera è diventata un evento culturale e ha attirato molta attenzione sui media.
Nel mondo dell’arte non mancano nemmeno le performance alla Candid Camera. Nel 2014, un artista anonimo noto come Plastic Jesus ha esposto una statua di Oscar Wilde che dormiva su una panchina nel centro di Hollywood. La statua sembrava un senzatetto addormentato, ma indossava una giacca di velluto verde e un fiore in mano. L’opera è rimasta esposta per due ore prima di essere rimossa dalla polizia di Los Angeles.
E concludiamo la classifica dei gesti più inspiegabili della storia dell’arte proprio con Banksy nell’opera Girl with Balloon. Nel 2018, l'artista Banksy ha creato una versione del suo famoso murale Girl with Balloon, venduta all'asta per 1,4 milioni di sterline. Appena l'asta si è conclusa, l'opera si è attivata e un meccanismo nascosto l’ha autodistrutta parzialmente, creando un effetto sorpresa e commozione tra gli spettatori. La nostra conclusione? Gli atti di trasgressione e di irreverenza possono essere considerati una strategia di marketing in alcuni casi, ma non sono l'unica via per il successo nell'arte. L'arte è una forma di espressione complessa e sfaccettata che può assumere molte forme e significati diversi, a seconda del contesto e dell'intenzione dell'artista.

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..Un gruppo di creativi indipendenti che amano sognare ad occhi aperti. Persone del mondo che hanno consumato strade di inchiostro, colori, idee traducendole in “comunicazione”

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